Intelligenze artificiali usate per spiare e raccogliere informazioni personali

Cosa sta succedendo

I criminali stanno usando programmi di intelligenza artificiale per raccogliere in automatico le informazioni personali che pubblichi su internet. È come avere un investigatore digitale che lavora giorno e notte per mettere insieme tutto quello che hai messo online: foto, luoghi, contatti, abitudini. Con questi dati poi costruiscono truffe su misura per te o cercano di rubarti l’identità, cioè di fingersi te.

Esempio concreto

Un truffatore usa l’intelligenza artificiale per analizzare il tuo profilo Facebook, le tue foto su Instagram e i tuoi post su LinkedIn. In pochi minuti scopre dove lavori, i nomi dei tuoi familiari e le tue abitudini. Poi ti chiama fingendosi un impiegato della tua banca e, conoscendo tutti questi dettagli, ti sembra credibile e cerca di convincerti a dargli i codici del conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Rendi privati i tuoi profili social: nelle impostazioni di Facebook, Instagram e simili scegli che i contenuti siano visibili solo agli amici. 2. Su iPhone vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento delle app e disattiva il tracciamento. 3. Sempre in Impostazioni > Privacy e sicurezza controlla, una per una, quali app possono accedere a foto, posizione e contatti e togli i permessi che non servono. 4. Regola d’oro: se qualcuno ti chiama dicendo di essere la tua banca, riattacca e richiama tu il numero ufficiale che trovi sulla tua carta o sul sito vero della banca.

Cosa fare se hai un Android

1. Rendi privati i tuoi profili social: nelle impostazioni di Facebook, Instagram e simili scegli che i contenuti siano visibili solo agli amici. 2. Vai su Impostazioni > Privacy > Gestione autorizzazioni e rivedi tutte le app che possono accedere a foto, posizione, microfono e contatti, togliendo i permessi inutili. 3. Vai su Impostazioni > Google > Annunci e attiva ‘Disattiva personalizzazione annunci’. 4. Regola d’oro: se ti chiama qualcuno che dice di essere la tua banca, riattacca e richiama tu il numero ufficiale che trovi sulla tua carta o sul sito vero della banca.

Cosa NON fare

– Non pubblicare sui social informazioni personali dettagliate come indirizzo di casa, numero di telefono o posto di lavoro. – Non accettare richieste di amicizia da sconosciuti. – Non condividere la tua posizione in tempo reale. – Non pubblicare foto che rivelano dove ti trovi abitualmente. – Non lasciare i profili social completamente pubblici. – Non dare per vero qualcuno solo perché conosce dei tuoi dati: anche un truffatore può averli trovati online.

Truffa della Fattura

Cosa sta succedendo

I truffatori si fingono un fornitore o un’azienda con cui hai già rapporti e ti scrivono di pagare su un nuovo conto (un nuovo IBAN). In pratica entrano nella casella email del fornitore o la imitano, e ti chiedono di spostare i pagamenti su un conto che è il loro. È come se l’idraulico di fiducia ti scrivesse ‘da oggi pagami su questo nuovo conto’, ma a scrivere fosse in realtà un impostore.

Esempio concreto

Il fornitore della cancelleria che conosci da anni ti manda una email: ‘Abbiamo cambiato banca, da oggi paga su questo nuovo IBAN’. Sembra tutto normale, ma quella email è stata mandata da un criminale che si è infilato nella casella del fornitore. Se paghi, i soldi finiscono dritti a lui.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Prima di pagare su un IBAN nuovo o diverso, FERMATI: la richiesta di cambiare conto è il segnale d’allarme principale. 2. Verifica sempre con una telefonata: cerca tu il numero del fornitore (quello che già usi o quello sul sito ufficiale) e chiama per confermare il cambio. Non usare i recapiti scritti nella email sospetta. 3. Salva nei Contatti i numeri di telefono verificati dei tuoi fornitori, così hai sempre a portata di mano il riferimento giusto per controllare. 4. Proteggi l’app della banca con Face ID o codice (Impostazioni > Face ID e codice).

Cosa fare se hai un Android

1. Prima di pagare su un IBAN nuovo o diverso, FERMATI: la richiesta di cambiare conto è il segnale d’allarme principale. 2. Verifica sempre con una telefonata: cerca tu il numero del fornitore (quello che già usi o quello sul sito ufficiale) e chiama per confermare il cambio. Non fidarti dei recapiti scritti nella email sospetta. 3. Salva nei Contatti i numeri verificati dei tuoi fornitori, così hai sempre il riferimento giusto per i controlli. 4. Proteggi l’app della banca con impronta o PIN (Impostazioni > Biometria e sicurezza).

Cosa NON fare

  • Non cambiare mai il conto su cui paghi solo perché te lo chiedono via email
  • Non farti mettere fretta da richieste urgenti di cambio IBAN
  • Non pagare senza prima aver verificato con una telefonata diretta al numero che già conosci
  • Non cliccare sui link presenti nelle email che chiedono di modificare dati bancari

Truffe via email false Polizia Postale

Cosa sta succedendo

Stanno circolando email false che fingono di essere inviate dalla Polizia Postale o dal Capo della Polizia. Ti dicono che sei indagato per qualche reato informatico e devi pagare una multa o fornire documenti. È tutto falso: la Polizia non manda mai email di questo tipo, usa solo comunicazioni ufficiali cartacee.

Esempio concreto

Ricevi un’email con intestazione ‘Polizia di Stato’ che dice: ‘Sei indagato per violazione copyright. Paga €350 entro 48 ore o scatterà l’arresto. Clicca qui per il pagamento.’ L’email sembra professionale ma l’indirizzo mittente è generico tipo [email protected].

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Vai in Mail > Impostazioni > Filtra indirizzi sconosciuti (attivalo). 2. Non aprire mai allegati di email sospette: tieni premuto > Elimina. 3. Verifica sempre l’indirizzo del mittente: tocca ‘Da’ per vedere l’email completa. 4. Vai in Impostazioni > Mail > Privacy e sicurezza > Blocca contenuti remoti (attivalo). 5. Se hai dubbi contatta direttamente la Polizia Postale tramite il sito ufficiale.

Cosa fare se hai un Android

1. Apri Gmail > Menu > Impostazioni > [tuo account] > Spam e phishing > Attiva filtri. 2. Non scaricare allegati sospetti: tocca a lungo l’email > Segna come spam. 3. Controlla sempre che l’email venga da un dominio ufficiale (.gov.it per enti pubblici). 4. Vai in Impostazioni > Google > Sicurezza > Protezione avanzata (considera di attivarla). 5. Conserva l’email per prove e segnala su commissariatodips.it.

Cosa NON fare

– Non pagare mai somme richieste via email da presunte autorità. – Non cliccare link o scaricare allegati da email sospette delle forze dell’ordine. – Non fornire documenti personali via email a chi dice di essere della Polizia. – Non rispondere all’email confermando che l’hai ricevuta. – Non cancellare l’email prima di averla segnalata.