Truffa via siti falsi e frode da finta email aziendale
Cosa sta succedendo
A maggio 2025 l’autorità di sicurezza informatica estone ha registrato oltre 1.500 attacchi informatici in un solo mese, di cui più di 1.000 tramite siti web falsi usati per rubare dati e soldi. Il caso più grave ha colpito un’associazione culturale: i truffatori hanno inviato email false fingendosi fornitori o partner legittimi, riuscendo a far bonificate quasi 700.000 euro su conti truffaldini. Questo schema si chiama ‘frode via email aziendale’ e funziona allo stesso modo in tutta Europa: è già successo in Italia ad aziende, associazioni e privati. Chi lo riconosce in anticipo può evitare danni enormi.
Esempio concreto
Immagina di essere il tesoriere di un’associazione di quartiere. Ricevi una email dal tuo fornitore abituale (ad esempio chi stampa le locandine) che ti chiede di aggiornare il numero di conto dove fare i pagamenti futuri, perché ‘hanno cambiato banca’. L’email sembra identica a quelle vere, stesso logo, stesso nome. Fai il bonifico del prossimo pagamento sul nuovo conto. Solo settimane dopo scopri che il fornitore vero non sa nulla: qualcuno aveva clonato la sua email e intercettato la comunicazione. Esattamente questo è successo all’Associazione degli Artisti Estoni, che ha perso 700.000 euro. Schemi così arrivano regolarmente anche in Italia.
Cosa fare se hai un iPhone (Apple)
1. Se ricevi una email che ti chiede di cambiare un IBAN o fare un pagamento urgente, NON agire subito: chiama il mittente al numero che hai già in rubrica (non quello scritto nell’email) per confermare. 2. Controlla l’indirizzo email completo del mittente: in Mail su iPhone, tocca il nome del mittente in alto nell’email per vedere l’indirizzo reale. Un indirizzo come ‘[email protected]’ invece di ‘[email protected]’ è un segnale di allarme. 3. Attiva il Filtro messaggi sconosciuti: vai in Impostazioni > App > Messaggi > Filtra mittenti sconosciuti, attiva l’opzione. 4. Per i siti falsi: prima di inserire dati su un sito, controlla che l’indirizzo inizi con ‘https://’ e che il nome del sito sia scritto correttamente (es. ‘intesa-sanpaolo-accesso.com’ è falso, ‘intesasanpaolo.com’ è vero). In Safari puoi vedere l’indirizzo completo toccando la barra in alto. 5. Usa Safari con Protezione avanzata contro il tracciamento: vai in Impostazioni > App > Safari > Protezione della privacy > attiva ‘Prevenzione del tracciamento’.
Cosa fare se hai un Android
1. Se ricevi una email che ti chiede di cambiare un IBAN o fare un pagamento urgente, NON agire subito: chiama il mittente al numero che hai già in rubrica (non quello scritto nell’email) per confermare. 2. Controlla l’indirizzo email completo del mittente: nell’app Gmail, tocca il nome del mittente per espandere i dettagli e vedere l’indirizzo reale. Un indirizzo come ‘[email protected]’ invece di ‘[email protected]’ è sospetto. 3. Attiva la protezione da siti pericolosi in Chrome: apri Chrome > tocca i tre puntini in alto a destra > Impostazioni > Privacy e sicurezza > Navigazione sicura > scegli ‘Protezione avanzata’. 4. Attiva Google Play Protect per bloccare app pericolose: vai in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Google Play Protect > tocca ‘Scansiona’. 5. Per i messaggi sospetti con link: vai in Impostazioni > App > Messaggi e verifica che la funzione di rilevamento spam sia attiva; in alternativa nell’app Messaggi tocca i tre puntini > Impostazioni > Protezione da spam > attiva ‘Abilita protezione da spam’.
Cosa NON fare
- Non cambiare mai un IBAN o fare un bonifico basandoti solo su una email, anche se sembra autentica: chiama sempre il destinatario al suo numero ufficiale per confermare
- Non cliccare su link ricevuti via email o SMS che ti portano a pagine dove inserire dati bancari o credenziali, anche se la pagina sembra quella vera della tua banca
- Non fidarti dell’urgenza: i truffatori scrivono sempre ‘fai subito’, ‘entro oggi’, ‘è urgentissimo’ proprio per farti agire senza pensare
- Non aprire allegati di email inaspettate, soprattutto file con estensione .zip, .pdf o documenti Word che ti chiedono di ‘abilitare i contenuti’
- Non dare per scontato che un sito sia sicuro solo perché ha il lucchetto verde: anche i siti truffaldini oggi usano il lucchetto
🔗 Fonte ufficiale: EE RIA / CERT-EE (Estonia) (Estonia) — avviso originale →
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