Furto di dati prenotazioni Booking.com

Cosa sta succedendo

Booking.com ha confermato un accesso non autorizzato ai dati di prenotazione di alcuni utenti. In parole semplici: qualcuno è riuscito a sbirciare le informazioni sulle prenotazioni alberghiere di persone reali, come nomi, date di viaggio e indirizzi email. I dati bancari e gli indirizzi di casa sembrano al sicuro perché conservati separatamente. Questo incidente è stato segnalato dalla Croazia, ma truffe di questo tipo si diffondono rapidamente in tutta Europa e spesso arrivano anche in Italia nel giro di poche settimane.

Esempio concreto

Immagina di aver prenotato un hotel a Roma tramite Booking.com. Nei giorni successivi ricevi una email o un SMS che sembra provenire proprio da Booking.com, con il tuo nome, il nome dell’hotel e le date del tuo soggiorno. Il messaggio ti chiede di confermare i tuoi dati di pagamento o di cliccare su un link per evitare la cancellazione. Sembra tutto vero perché i dettagli della tua prenotazione ci sono davvero. In Croazia questa tecnica è già in uso: i criminali usano i dati rubati per rendere le truffe credibili. Se ricevi messaggi simili, non cliccare nulla e contatta Booking.com direttamente dal sito ufficiale.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla le email sospette: se ricevi un messaggio che sembra di Booking.com, NON toccare i link. Apri Safari e vai direttamente su www.booking.com per verificare la tua prenotazione. 2. Attiva gli avvisi di accesso: vai su Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza e controlla che l’autenticazione a due fattori sia attiva sull’account Apple, così se qualcuno tenta di usare le tue credenziali vieni avvisato. 3. Controlla le app installate: vai su Impostazioni > Generali > Archiviazione iPhone e verifica che l’app Booking.com sia quella ufficiale (sviluppatore Booking.com B.V.). 4. Cambia la password di Booking.com: apri Safari, vai su www.booking.com, accedi al tuo profilo e cambia la password scegliendo una combinazione nuova che non usi altrove. 5. Attiva le notifiche di prenotazione: nell’app ufficiale Booking.com vai su Account > Preferenze notifiche e assicurati di ricevere avvisi solo dall’app, così riconosci più facilmente messaggi falsi arrivati via email o SMS.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla le email sospette: se ricevi un messaggio che sembra di Booking.com, NON toccare i link. Apri Chrome e vai direttamente su www.booking.com per verificare la tua prenotazione. 2. Verifica l’app ufficiale: vai su Impostazioni > App > Booking.com e controlla che lo sviluppatore sia Booking.com B.V. Se hai dubbi, disinstallala e reinstallala dal Google Play Store ufficiale. 3. Cambia la password di Booking.com: apri il browser, vai su www.booking.com, accedi al tuo profilo e imposta una password nuova che non usi su altri siti. 4. Attiva Google Play Protect: vai su Impostazioni > Sicurezza > Google Play Protect e assicurati che la scansione sia attiva, così il telefono controlla automaticamente che le app non siano pericolose. 5. Abilita la verifica in due passaggi: accedi al sito www.booking.com dal browser, vai su Account > Sicurezza e attiva la verifica in due passaggi, che ti manda un codice sul telefono ogni volta che entri nel tuo account.

Cosa NON fare

  • Non cliccare su link arrivati via email o SMS anche se il messaggio contiene dettagli reali della tua prenotazione come il nome dell’hotel o le date del soggiorno
  • Non fornire mai i dati della carta di credito o le credenziali di accesso tramite link ricevuti via messaggio, anche se la pagina sembra identica a quella di Booking.com
  • Non fidarti del fatto che il mittente conosce i tuoi dati di prenotazione: proprio questo è il trucco usato dai truffatori per sembrare credibili
  • Non usare la stessa password di Booking.com su altri siti come email o home banking
  • Non ignorare email inaspettate di conferma prenotazione o modifica account: potrebbero segnalare che qualcuno sta usando il tuo profilo

Immagini intime false generate da intelligenza artificiale

Cosa sta succedendo

Alcuni programmi di intelligenza artificiale, come Grok (quello della società di Elon Musk), possono essere usati per creare immagini false e intime di persone reali, senza che queste abbiano dato il permesso. È come se qualcuno potesse prendere la tua foto dal profilo Facebook e trasformarla in qualcosa di compromettente con un programma al computer. Una parlamentare britannica ha fatto causa in tribunale proprio per questo. Il problema riguarda chiunque abbia foto pubbliche online, quindi potenzialmente tutti noi.

Esempio concreto

Maria, 58 anni, ha il suo profilo Facebook con alcune foto delle vacanze. Senza saperlo, qualcuno usa un programma di intelligenza artificiale per creare immagini false e intime partendo da quelle foto pubbliche. Maria non ha fatto nulla di sbagliato: il problema è che le sue foto erano visibili a tutti e il programma le ha usate senza chiederle il permesso.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Rendi private le tue foto sui social: apri Facebook > tocca il tuo profilo > tocca Modifica profilo > controlla chi può vedere le tue foto e imposta su Solo amici o Solo io. 2. Limita chi vede il tuo profilo Instagram: vai su Impostazioni > Privacy > Account privato e attiva l’opzione. 3. Su iPhone puoi limitare le app che accedono alle tue foto andando su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Foto: controlla ogni app nell’elenco e scegli Nessuna o Solo foto selezionate per quelle di cui non ti fidi. 4. Se trovi online immagini false che ti riguardano, segnalale subito alla piattaforma usando il pulsante Segnala presente su ogni post, e in Italia puoi contattare la Polizia Postale su www.commissariatodips.it.

Cosa fare se hai un Android

1. Rendi private le tue foto sui social: apri Facebook > tocca il tuo profilo > tocca Modifica profilo > controlla chi può vedere le tue foto e imposta su Solo amici o Solo io. 2. Su Instagram vai su Impostazioni (l’icona con tre righe in alto a destra) > Account > Passa a account privato. 3. Su Android controlla i permessi delle app: vai su Impostazioni > App > seleziona una app > Autorizzazioni > Archiviazione o File multimediali: concedi l’accesso solo alle app che conosci e di cui ti fidi. 4. Se trovi online immagini false che ti riguardano, segnalale subito alla piattaforma usando il pulsante Segnala presente su ogni post, e in Italia puoi contattare la Polizia Postale su www.commissariatodips.it.

Cosa NON fare

  • Non pubblicare foto personali con impostazione pubblica visibile a tutti senza pensarci: una volta online, le immagini possono essere copiate e usate da chiunque.
  • Non credere che il problema riguardi solo persone famose o giovani: chiunque abbia foto pubbliche su internet è potenzialmente esposto.
  • Non ignorare richieste strane da sconosciuti online che ti chiedono foto o informazioni personali, anche se sembrano innocue.
  • Non condividere immagini tue o di familiari in gruppi o chat di cui non conosci bene tutti i membri.
  • Non aspettare se scopri immagini false che ti riguardano: segnala subito e chiedi aiuto, non è una cosa di cui vergognarsi.

Verifica dell’età con il viso: attenzione a chi raccoglie i tuoi dati biometrici

Cosa sta succedendo

Sempre più siti e app chiedono di inquadrare il viso con la fotocamera per confermare la propria età. Alcune soluzioni analizzano il viso direttamente sul telefono senza inviare nulla a server esterni, il che è più sicuro. Altre invece inviano la tua immagine a aziende terze, dove può essere conservata o usata in modi che non controlli. Il problema è che spesso non sai quale sistema sta usando il sito che visiti.

Esempio concreto

Immagina di voler accedere a un sito di streaming che richiede la verifica dell’età. Ti compare un messaggio: ‘Inquadra il tuo viso per confermare che sei maggiorenne’. Lo fai pensando sia una cosa normale. Ma in realtà il tuo volto potrebbe essere stato inviato e salvato su un server di un’azienda americana o asiatica di cui non conosci nemmeno il nome, insieme alla data e all’ora in cui hai visitato quel sito.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Prima di concedere l’accesso alla fotocamera, leggi la richiesta con attenzione: se non riconosci il sito o l’app, rifiuta. Vai in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Fotocamera per vedere quali app hanno già il permesso e revocalo se non ricordi di averlo concesso. 2. Controlla le autorizzazioni app regolarmente: Impostazioni > [nome app] > scorrere fino a vedere Fotocamera e assicurati che sia disattivata per le app che non ne hanno bisogno. 3. Quando un sito web (non un’app) chiede la fotocamera, Safari ti avvisa ogni volta: seleziona ‘Non consentire’ se non sei sicuro del sito. Vai in Impostazioni > App > Safari > Fotocamera e imposta su ‘Chiedi’. 4. Cerca sempre la voce ‘Informativa sulla privacy’ del sito prima di fare la scansione del viso: se non la trovi o è in lingua straniera incomprensibile, non procedere.

Cosa fare se hai un Android

1. Vai in Impostazioni > App > Autorizzazioni app > Fotocamera per vedere tutte le app che hanno accesso alla tua fotocamera e revoca quelle che non riconosci o di cui non ti fidi. 2. Su Android 12 e versioni successive puoi disattivare fisicamente la fotocamera: abbassa il pannello delle notifiche, cerca l’icona ‘Accesso fotocamera’ (o ‘Camera access’) e disattivala quando non usi app che ne hanno bisogno. 3. Quando un sito nel browser Chrome ti chiede di usare la fotocamera, comparirà una finestra di dialogo: scegli ‘Blocca’ se non conosci bene il sito. Puoi gestire i permessi dei siti andando in Chrome > tre puntini in alto a destra > Impostazioni > Impostazioni sito > Fotocamera. 4. Prima di eseguire qualsiasi scansione del viso su un sito sconosciuto, cerca il nome del sito insieme alla parola ‘truffa’ o ‘recensioni’ su Google per capire se è affidabile.

Cosa NON fare

  • Non concedere l’accesso alla fotocamera a siti che visiti per la prima volta o che non conosci bene, anche se sembrano ufficiali
  • Non pensare che ‘tanto è solo per verificare l’età’: i dati del viso sono dati biometrici permanenti, non puoi cambiarli come una password
  • Non ignorare le richieste di autorizzazione: leggi sempre cosa ti viene chiesto prima di toccare ‘Consenti’
  • Non usare queste verifiche su reti Wi-Fi pubbliche (bar, aeroporti, hotel) dove altri potrebbero intercettare i dati
  • Non dare per scontato che tutti i sistemi di verifica siano uguali: chiedi o cerca informazioni su come il sito tratta i tuoi dati prima di procedere

Agenti AI: accesso account senza permesso, i rischi

Cosa sta succedendo

Oggi molte app e servizi usano programmi di intelligenza artificiale che agiscono in automatico al posto nostro: prenotano, acquistano, inviano messaggi. Il problema è che questi assistenti automatici hanno accesso ai nostri account e dati personali, e se qualcuno riesce a ingannarli o a manipolarli, possono fare danni enormi senza che ce ne accorgiamo. È come dare le chiavi di casa a un robot: se qualcuno riprogramma il robot, entra lui al posto tuo. Prima di collegare un assistente AI ai tuoi account, fermati 3 secondi e chiediti: so davvero cosa può fare questa app? Ho letto a cosa accede? So come toglierle l’accesso se voglio?

Esempio concreto

Maria, 62 anni, ha installato un’app di pianificazione che le gestisce il calendario e le email. L’app era collegata anche al suo account di posta. Un criminale è riuscito a ingannare l’assistente automatico dell’app fingendosi un servizio legittimo: in pochi minuti l’AI ha inoltrato le email di Maria a un indirizzo sconosciuto e ha risposto per suo conto a un messaggio della banca. Maria non ha ricevuto nessun avviso. Se avesse revocato l’accesso all’email non appena aveva smesso di usare quella funzione, non sarebbe successo nulla.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

Prima di collegare qualsiasi app ai tuoi account, fermati e chiediti: questa app ha davvero bisogno di accedere alle mie email o alla mia banca? Se non sei sicuro, non collegare nulla.

1. Controlla quali app hanno accesso ai tuoi account: vai su Impostazioni, tocca il tuo nome in alto, poi Accesso e sicurezza, poi App connesse. Rimuovi quelle che non riconosci o non usi più.

2. Attiva la verifica in due passaggi per tutti i servizi importanti: vai su Impostazioni, tocca il tuo nome, poi Accesso e sicurezza, poi Autenticazione a due fattori, e segui la procedura guidata. Così anche se un assistente AI venisse ingannato, il criminale non potrebbe entrare senza il tuo secondo codice.

3. Rivedi i permessi delle app: vai su Impostazioni, poi Privacy e sicurezza, e scorri ogni categoria (Contatti, Calendari, Email) per togliere l’accesso alle app che non ne hanno bisogno.

4. Se usi Siri o altri assistenti AI, vai su Impostazioni, poi Siri e ricerca, e disattiva l’accesso alle app che contengono dati sensibili come la banca o la posta elettronica.

Cosa fare se hai un Android

Prima di collegare qualsiasi app ai tuoi account, fermati e chiediti: questa app ha davvero bisogno di accedere alle mie email o alla mia banca? Se non sei sicuro, non collegare nulla.

1. Controlla le app collegate al tuo account Google: vai su Impostazioni, poi Google, poi Gestisci il tuo account Google, poi Sicurezza, poi App di terze parti con accesso all’account. Rimuovi quelle sconosciute o che non usi più.

2. Attiva la verifica in due passaggi: vai su Impostazioni, poi Google, poi Gestisci il tuo account Google, poi Sicurezza, poi Verifica in due passaggi, e segui i passi indicati. Così anche se un assistente AI venisse ingannato, il criminale non potrebbe entrare senza il tuo secondo codice.

3. Controlla i permessi delle singole app: vai su Impostazioni, poi App, scegli il nome dell’app, poi Autorizzazioni, e disattiva l’accesso a contatti, calendario o email se non è strettamente necessario.

4. Verifica le app con accesso speciale: vai su Impostazioni, poi App, poi Accesso speciale alle app, e controlla quali app possono agire in background o modificare le impostazioni del telefono.

Cosa NON fare

  • Non collegare mai il tuo account email o bancario a un’app di intelligenza artificiale senza leggere esattamente cosa può fare con quei dati
  • Non accettare in automatico le richieste di permesso di un’app solo perché sembra utile: leggi sempre cosa ti chiede
  • Non usare la stessa password su più servizi, specialmente quelli dove hai attivato assistenti automatici
  • Non ignorare le email o gli SMS che ti avvisano di accessi o modifiche al tuo account: potrebbero essere segnali che qualcosa sta agendo al posto tuo
  • Non dimenticare di scollegare le app AI quando smetti di usarle: un’app abbandonata ma ancora connessa ai tuoi account è una porta aperta per i criminali

Dati clienti Wind Tre esposti per falle di sicurezza

Cosa sta succedendo

Il Garante della Privacy italiano ha multato Wind Tre perché l’azienda non proteggeva abbastanza bene i dati dei suoi clienti. In pratica, come se un’azienda lasciasse i documenti dei clienti in una stanza non chiusa a chiave. Questo ha permesso a malintenzionati di accedere a informazioni personali senza autorizzazione. La legge europea sulla privacy (GDPR) obbliga le aziende a costruire sistemi di sicurezza solidi, e Wind Tre non aveva rispettato questi obblighi.

Esempio concreto

Immagina di aver firmato un contratto con Wind Tre e di aver dato i tuoi dati: nome, indirizzo, numero di telefono, magari anche il codice fiscale. A causa delle falle di sicurezza nei sistemi dell’operatore, queste informazioni potrebbero essere finite nelle mani sbagliate. Qualcuno potrebbe usarle per aprire contratti a tuo nome, fare truffe spacciandosi per te, o semplicemente rivendere i tuoi dati ad altri malintenzionati.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se il tuo indirizzo email è stato coinvolto in una violazione: apri Safari e vai su haveibeenpwned.com, inserisci la tua email e verifica se compare in elenchi di dati rubati. 2. Se sei cliente Wind Tre, cambia subito la password del tuo account: apri l’app Wind Tre o vai su windtre.it, entra nel tuo profilo e scegli ‘Modifica password’, usa una password lunga almeno 12 caratteri con lettere, numeri e simboli. 3. Attiva le notifiche di sicurezza sul tuo iPhone: vai in Impostazioni > Password, poi tocca il simbolo del triangolo con punto esclamativo accanto alle password segnalate come compromesse e aggiornale. 4. Controlla i tuoi estratti conto bancari e le bollette telefoniche per individuare addebiti o contratti che non riconosci. Se noti qualcosa di strano, chiama subito la tua banca e Wind Tre.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla se il tuo indirizzo email è stato coinvolto in una violazione: apri Chrome e vai su haveibeenpwned.com, inserisci la tua email e verifica se compare in elenchi di dati rubati. 2. Se sei cliente Wind Tre, cambia subito la password del tuo account: apri l’app Wind Tre oppure vai su windtre.it, entra nel tuo profilo personale e seleziona ‘Modifica password’, scegli una password lunga almeno 12 caratteri mista di lettere, numeri e simboli. 3. Usa il controllo password integrato di Android: vai in Impostazioni > Google > Gestione account Google > Sicurezza > Gestione password, poi tocca ‘Controlla password’ per vedere se alcune tue password risultano compromesse. 4. Controlla regolarmente estratti conto e bollette per individuare contratti o addebiti che non hai richiesto tu. In caso di anomalie contatta subito banca e operatore telefonico.

Cosa NON fare

  • Non usare la stessa password di Wind Tre anche su altri siti o app: se quella password è stata rubata, i truffatori la provano ovunque
  • Non ignorare email o SMS di Wind Tre che ti avvisano di attività sospette sul tuo account, anche se sembrano noiosi
  • Non fornire i tuoi dati personali a chi ti contatta dicendo di essere Wind Tre: chiama tu il numero ufficiale 159 per verificare
  • Non aspettare che succeda qualcosa di grave prima di cambiare le password: fallo subito, ci vogliono solo 5 minuti
  • Non trascurare gli avvisi del tuo browser o del telefono che segnalano password deboli o compromesse: sono avvisi utili, non fastidi

Furto dati clienti Wind Tre: falsi tecnici nei negozi

Cosa sta succedendo

Dei truffatori si sono finti tecnici dell’assistenza e hanno convinto i dipendenti di due negozi Wind Tre a farli entrare nei computer aziendali. In questo modo hanno rubato i dati personali di oltre 365mila clienti. Il Garante Privacy ha multato Wind Tre per 1,7 milioni di euro perché non aveva protetto abbastanza queste informazioni. Se sei cliente Wind Tre, i tuoi dati potrebbero essere in mani sbagliate.

Esempio concreto

Immagina che qualcuno si presenti al negozio Wind Tre sotto casa tua con un cartellino e un giubbetto, dicendo di essere il tecnico inviato dalla sede per controllare i computer. Il commesso, credendogli, lo lascia usare il sistema. In pochi minuti questo falso tecnico copia nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo di migliaia di clienti, incluso il tuo, e sparisce.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se il tuo numero Wind Tre è ancora attivo e non ha subito trasferimenti non richiesti: chiama il 159 oppure vai in un negozio fisico con un documento d’identità. 2. Monitora le email e gli SMS che ricevi nei prossimi mesi: se arrivano messaggi che ti chiamano per nome chiedendoti di cliccare link o confermare dati, ignorali e non rispondere, potrebbe essere qualcuno che usa le tue informazioni rubate. 3. Controlla le tue credenziali su Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza e attiva la verifica in due passaggi su tutti gli account importanti (email, banca, social). 4. Vai su Impostazioni > Notifiche e assicurati di ricevere avvisi dalle app della tua banca per monitorare movimenti anomali sul conto.

Cosa fare se hai un Android

1. Chiama il servizio clienti Wind Tre al 159 oppure recati in negozio con documento d’identità per verificare che il tuo contratto non abbia subito modifiche o trasferimenti non autorizzati. 2. Nei prossimi mesi presta attenzione a SMS o email che ti chiamano per nome e ti chiedono dati o di cliccare link: sono probabilmente truffe costruite con le informazioni rubate. 3. Vai su Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza e attiva la verifica in due passaggi per proteggere il tuo account principale. 4. Apri Impostazioni > App e controlla che le app della tua banca siano aggiornate all’ultima versione, così da ricevere notifiche in tempo reale su movimenti sospetti.

Cosa NON fare

  • Non rispondere a telefonate, SMS o email di sconosciuti che dicono di essere Wind Tre e ti chiedono di confermare dati personali, codici o password.
  • Non cliccare link ricevuti via SMS anche se il messaggio sembra provenire da Wind Tre: apri sempre il sito ufficiale digitando l’indirizzo nel browser.
  • Non ignorare la situazione pensando che i tuoi dati non interessino a nessuno: nome, codice fiscale e numero di telefono bastano per costruire truffe molto convincenti.
  • Non usare la stessa password su più siti: se un truffatore conosce già il tuo nome e numero, indovinare una password comune diventa molto più facile.
  • Non aspettare che succeda qualcosa di strano: agisci subito verificando il tuo contratto e attivando le notifiche sui tuoi conti bancari.

Violazione dati operatore telefonico: dati personali rubati

Cosa sta succedendo

Un gruppo di hacker ha violato i sistemi di Odido, un grande operatore telefonico olandese, e ha rubato dati personali dei clienti. Pensa a quando qualcuno entra in un archivio cartaceo e porta via le schede con i tuoi dati: nome, numero di telefono, indirizzo, e forse altro. Anche se sei in Italia e non sei cliente Odido, questo tipo di attacco ci riguarda perché mostra come gli operatori telefonici siano bersagli frequenti. I tuoi dati rubati possono finire venduti online e usati per truffarti mesi dopo.

Esempio concreto

Mario riceve una telefonata da qualcuno che sa già il suo nome, il suo operatore telefonico e l’ultima bolletta pagata. La persona si spaccia per l’assistenza clienti e gli chiede di confermare il codice fiscale per un presunto rimborso. Mario pensa sia affidabile perché conosce i suoi dati, ma in realtà stanno usando informazioni rubate per convincerlo a cedere ulteriori dati personali o bancari.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se il tuo numero o email sono stati coinvolti in violazioni precedenti: vai su haveibeenpwned.com dal browser Safari e inserisci la tua email. 2. Cambia la password del tuo account sul sito del tuo operatore telefonico italiano (es. MyTIM, MyWind, Area Clienti Iliad): apri Safari, vai sul sito ufficiale del tuo operatore, accedi e vai su Impostazioni account > Sicurezza > Modifica password. 3. Attiva l’autenticazione a due fattori sull’account del tuo operatore, se disponibile: cerca la voce Verifica in due passaggi o Sicurezza nelle impostazioni del tuo profilo online. 4. Vai su Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza e assicurati che l’ID Apple abbia una password robusta e l’autenticazione a due fattori attiva, così anche se qualcuno ha il tuo numero non può accedere al tuo iPhone.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla se la tua email è stata coinvolta in fughe di dati: apri Chrome e vai su haveibeenpwned.com, inserisci il tuo indirizzo email. 2. Cambia la password del tuo account sul sito del tuo operatore telefonico italiano: apri Chrome, vai sul sito ufficiale (es. mywind.it, mytim.it, iliad.it), accedi e cerca Impostazioni account > Modifica password. 3. Vai su Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza e attiva la Verifica in due passaggi: così anche se qualcuno ha i tuoi dati non può accedere ai tuoi servizi Google. 4. Apri Impostazioni > Sicurezza e privacy > Blocco schermo e assicurati di avere un PIN o impronta digitale attivi, per proteggere il telefono da accessi fisici non autorizzati.

Cosa NON fare

  • Non rispondere a telefonate o SMS da sedicenti operatori telefonici che chiedono conferma di dati personali: riattacca e chiama tu il numero ufficiale sul retro della bolletta
  • Non cliccare su link ricevuti via SMS che sembrano provenire dal tuo operatore telefonico, anche se conosci il mittente
  • Non fornire mai codice fiscale, IBAN o dati della carta di credito al telefono a chi ti ha chiamato, anche se sembra conoscere i tuoi dati
  • Non ignorare email di avviso dal tuo operatore che segnalano accessi sospetti al tuo account: leggile sempre con attenzione
  • Non usare la stessa password per l’account del tuo operatore e per altri servizi come email o home banking

VPN gratis Android pericolose: protezione falsa e dati esposti

Cosa sta succedendo

Una VPN è come un tunnel segreto per la tua connessione internet: dovrebbe nascondere quello che fai online. Il problema è che molte app VPN gratuite su Android sono fondamentalmente inutili o addirittura dannose. Uno studio su 281 app popolari ha scoperto che molte lasciano passare i tuoi dati all’aperto, non li cifrano davvero oppure ti tracciano mentre navighi. In pratica, scarichi un’app pensando di essere protetto e invece sei più esposto di prima.

Esempio concreto

Immagina di credere di stare parlando sottovoce in una stanza riservata, ma in realtà le pareti sono di carta e tutti sentono tutto. Maria, 58 anni, scarica una VPN gratuita convinta di navigare in sicurezza mentre controlla l’email dalla rete Wi-Fi del bar. In realtà l’app non cifra nulla: chiunque nella stessa rete può vedere i siti che visita, e l’app stessa invia dati sul suo comportamento a server di terze parti per scopi pubblicitari.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

Anche se questo studio riguarda Android, anche su iPhone esistono app VPN poco affidabili. Ecco come proteggerti: 1) Vai su Impostazioni > Generale > VPN e gestione dispositivo e verifica se hai VPN installate: rimuovi quelle che non ricordi di aver scaricato consapevolmente. 2) Prima di scaricare qualsiasi app VPN, vai sull’App Store e controlla le recensioni: diffida di app con valutazioni sospette o pochissime recensioni reali. 3) Considera di usare solo VPN a pagamento di aziende note (come ProtonVPN o Mullvad) oppure evita del tutto le VPN gratuite: se il prodotto è gratis, spesso sei tu il prodotto. 4) Controlla le autorizzazioni delle app installate andando su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento e disattiva il tracciamento per le app che non ti ispirano fiducia.

Cosa fare se hai un Android

1) Disinstalla subito le app VPN gratuite che hai installato: vai su Impostazioni > App (o Applicazioni) > cerca l’app VPN > tocca Disinstalla. 2) Controlla quali VPN sono attive sul tuo telefono andando su Impostazioni > Connessioni (o Rete e Internet, dipende dal modello) > VPN: rimuovi quelle che non riconosci o che non usi. 3) Se hai davvero bisogno di una VPN, scegli solo servizi a pagamento con reputazione verificabile come ProtonVPN o Mullvad: evita qualsiasi app VPN gratuita trovata casualmente sul Play Store. 4) Verifica le autorizzazioni delle app installate andando su Impostazioni > App > seleziona l’app > Autorizzazioni: una VPN non ha motivo di accedere ai tuoi contatti, al microfono o alla fotocamera. 5) Tieni il sistema aggiornato: vai su Impostazioni > Aggiornamento software e installa tutti gli aggiornamenti disponibili.

Cosa NON fare

  • Non scaricare VPN gratuite solo perché hanno tante stelle sul Play Store: le recensioni possono essere false
  • Non credere che “gratuito” significhi sicuro: le aziende che offrono VPN gratis spesso guadagnano rivendendo i tuoi dati di navigazione
  • Non usare VPN sconosciute su reti Wi-Fi pubbliche come bar, aeroporti o hotel pensando di essere protetto: potresti peggiorare la situazione
  • Non ignorare le autorizzazioni richieste da un’app VPN: se chiede accesso a contatti o fotocamera, è un segnale di allarme
  • Non tenere installate app VPN che non usi più: consumano risorse e possono comunque raccogliere dati in background

App cinesi acquisiscono dati: proteggi la tua privacy

Cosa sta succedendo

Alcune app e programmi di intelligenza artificiale prodotti in Cina, come certi editor di foto o assistenti virtuali gratuiti, possono raccogliere i tuoi dati personali e inviarli a server fuori dall’Italia, dove le leggi sulla privacy sono molto diverse dalle nostre. Non si tratta di un attacco diretto al tuo telefono, ma di una raccolta silenziosa di informazioni: foto, contatti, abitudini d’uso. Autorità americane ed europee stanno studiando misure per limitare questo fenomeno, ma nel frattempo la protezione dipende anche dalle scelte che fai tu. È come lasciare la borsa incustodita in un negozio di cui non conosci il proprietario.

Esempio concreto

Maria, 58 anni, scarica una app gratuita per abbellire le sue foto prima di mandarle su WhatsApp alla famiglia. L’app è prodotta da un’azienda cinese e, senza che Maria lo sappia, invia una copia delle sue foto e dei suoi contatti a server all’estero. Maria non se ne accorge mai, ma i suoi dati vengono usati per addestrare sistemi di intelligenza artificiale o rivenduti a terzi.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla quali app hai installato: vai su Impostazioni > Generali > Archiviazione iPhone e scorri la lista. Se vedi app di cui non ricordi l’origine o che non usi più, eliminale tenendo premuta l’icona e scegliendo Rimuovi app.

2. Limita l’accesso ai tuoi dati: vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza e controlla una per una le voci (Foto, Microfono, Fotocamera, Contatti). Per ogni app, concedi l’accesso solo se strettamente necessario.

3. Verifica chi ha sviluppato l’app prima di scaricarla: nell’App Store, tocca il nome dell’app, scorri fino a Informazioni sul venditore e cerca l’azienda su Google. Se è sconosciuta o con sede in Cina e raccoglie molti dati, valuta alternative europee o americane.

4. Attiva la revisione della privacy: vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Report sulla privacy delle app per vedere quali app hanno acceduto ai tuoi dati di recente.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla le app installate: vai su Impostazioni > App (o Applicazioni) > Tutte le app e scorri la lista. Disinstalla le app che non usi o di cui non conosci l’origine toccando il nome e poi Disinstalla.

2. Gestisci i permessi delle app: vai su Impostazioni > App > Autorizzazioni app (oppure Impostazioni > Privacy > Gestione autorizzazioni su Samsung). Controlla chi ha accesso a Fotocamera, Microfono, Contatti e Foto e revoca i permessi non necessari.

3. Prima di scaricare una nuova app dal Play Store, leggi la sezione Sicurezza dei dati nella pagina dell’app: ti dice quali informazioni raccoglie e se le condivide con terzi. Se i dati raccolti sembrano eccessivi rispetto alla funzione dell’app, scegli un’alternativa.

4. Attiva Google Play Protect: vai su Impostazioni > Sicurezza > Google Play Protect e assicurati che la scansione sia attiva. Questo strumento controlla automaticamente le app installate alla ricerca di comportamenti sospetti.

Cosa NON fare

  • Non scaricare app solo perché sono gratuite o molto pubblicizzate sui social: la gratuità spesso si paga con i tuoi dati personali.
  • Non concedere tutti i permessi che un’app richiede senza chiederti perché ne ha bisogno: un’app per editare foto non ha motivo di accedere ai tuoi contatti.
  • Non ignorare le segnalazioni dei media o delle autorità su specifiche app: se senti che un’app è sotto indagine, disinstallala subito.
  • Non pensare che tanto non ho nulla da nascondere: i tuoi dati valgono denaro e possono essere usati per truffarti o per colpire persone a te vicine.
  • Non usare app di intelligenza artificiale straniere per condividere documenti sensibili, foto di carte d’identità o informazioni bancarie.

Furto dati dipendenti enti pubblici: cosa rischi

Cosa sta succedendo

Anche le grandi istituzioni governative possono subire furti di dati. In questo caso, l’Istituto nazionale di statistica francese ha scoperto che qualcuno è entrato nei suoi archivi e ha copiato informazioni personali di circa 12.800 dipendenti ed ex dipendenti. Dati come nome, cognome, codice identificativo e contatti possono finire nelle mani di truffatori. Anche se l’episodio riguarda la Francia, ci ricorda che nessun ente pubblico è immune e che i nostri dati possono essere usati per truffe mirate.

Esempio concreto

Immagina di aver lavorato per un ente pubblico anni fa. Un giorno ricevi una email o un SMS che sembra venire proprio da quell’ente: ti chiamano per nome, conoscono il tuo ruolo e ti chiedono di aggiornare i tuoi dati bancari per ricevere un rimborso. In realtà è un truffatore che ha usato le informazioni rubate per sembrare credibile e farti abbassare la guardia.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se il tuo indirizzo email è stato coinvolto in fughe di dati: apri Safari e vai su haveibeenpwned.com, inserisci la tua email e leggi i risultati. 2. Attiva gli avvisi di sicurezza di Apple: vai in Impostazioni > Password, poi tocca l’icona del triangolo in alto a destra per vedere se Apple ha rilevato password compromesse. 3. Imposta un PIN robusto sul telefono: vai in Impostazioni > Face ID e codice (o Touch ID e codice) > Cambia codice e scegli un codice di 6 cifre che non sia la tua data di nascita. 4. Attiva le notifiche di accesso per le tue email: apri l’app Mail, vai in Impostazioni > Mail > Account e assicurati che gli account siano aggiornati, poi abilita le notifiche push per ricevere avvisi in tempo reale di accessi sospetti dal sito del tuo provider email.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla se il tuo indirizzo email è stato coinvolto in fughe di dati: apri Chrome e vai su haveibeenpwned.com, inserisci la tua email e leggi i risultati. 2. Usa il Controllo sicurezza di Google: vai in Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > Controllo sicurezza e segui i suggerimenti che appaiono, compreso il controllo delle password salvate. 3. Imposta un blocco schermo sicuro: vai in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Blocco schermo e scegli PIN o sequenza con almeno 6 cifre o punti, evitando date di nascita o sequenze ovvie come 123456. 4. Attiva le notifiche di accesso per la tua email: se usi Gmail, vai su gmail.com da browser, clicca sulla tua foto in alto a destra, poi su Gestisci il tuo account Google > Sicurezza e abilita gli avvisi per attività sospette.

Cosa NON fare

  • Non rispondere a email, SMS o telefonate che ti chiedono di aggiornare dati personali o bancari dopo una notizia di violazione: i truffatori sfruttano proprio questi momenti di paura.
  • Non cliccare su link che arrivano via email o SMS anche se sembrano provenire da un ente che conosci: digita sempre l’indirizzo direttamente nel browser.
  • Non usare la stessa password su più siti o servizi: se una viene rubata, i truffatori provano a usarla ovunque.
  • Non ignorare gli avvisi di sicurezza che arrivano sul telefono o via email dal tuo provider: anche se sembrano tecnici e noiosi, spesso segnalano accessi non autorizzati.
  • Non condividere sui social dettagli sul tuo lavoro attuale o passato presso enti pubblici: queste informazioni aiutano i truffatori a costruire messaggi più convincenti.