Sextortion: il ricatto sessuale che parte da una chat
Cosa sta succedendo
Qualcuno ti contatta online, sembra gentile e disponibile, instaura un rapporto di fiducia in poco tempo e poi ti manda spontaneamente una sua foto intima chiedendoti di fare lo stesso. Una volta che tu hai inviato materiale privato, il tono cambia completamente: quella persona minaccia di inviare le tue foto a familiari, amici e colleghi se non paghi subito una somma di denaro. Non è mai una persona reale che ti vuole bene: è un criminale che usa questa tecnica su centinaia di vittime contemporaneamente. Il danno psicologico può essere enorme, ma cedere al ricatto non risolve nulla.
Esempio concreto
Giovanni, 55 anni, riceve una richiesta di amicizia su Facebook da una donna attraente. Dopo qualche giorno di messaggi affettuosi, lei gli manda una foto intima e lo incoraggia a fare lo stesso. Giovanni, sentendosi al sicuro, invia una sua foto. Pochi minuti dopo arriva il messaggio: ‘Ho tutti i tuoi contatti. Se non mi mandi 500 euro entro 2 ore, mando questa foto a tua moglie e ai tuoi colleghi’. Giovanni è sotto choc, ma la Polizia Postale dice chiaramente: non pagare, denuncia subito.
Cosa fare se hai un iPhone (Apple)
1. Non pagare assolutamente nulla: pagare non ferma il ricatto, anzi lo alimenta. 2. Fai degli screenshot delle conversazioni come prove: premi contemporaneamente il tasto laterale e il tasto volume su per catturare la schermata. Trovi le foto salvate nell’app Foto. 3. Blocca immediatamente il contatto: su WhatsApp apri la chat, tocca il nome in alto, scorri fino a ‘Blocca contatto’. Su Facebook vai sul profilo e seleziona ‘Blocca’. 4. Segnala il profilo alla piattaforma: su Instagram o Facebook tocca i tre puntini sul profilo e seleziona ‘Segnala’. 5. Presenta denuncia online alla Polizia Postale su commissariatodips.it oppure recati di persona al commissariato più vicino con gli screenshot.
Cosa fare se hai un Android
1. Non pagare assolutamente nulla: cedere al ricatto peggiora sempre la situazione. 2. Cattura screenshot come prove prima di bloccare tutto: premi insieme il tasto volume giù e il tasto accensione. Le immagini vengono salvate nella Galleria foto. 3. Blocca il contatto immediatamente: su WhatsApp apri la chat, tocca i tre puntini in alto a destra, seleziona ‘Altro’ poi ‘Blocca’. Su Facebook vai sul profilo, tocca i tre puntini e seleziona ‘Blocca’. 4. Segnala il profilo falso alla piattaforma usando il tasto ‘Segnala’ presente su tutti i social network. 5. Vai su commissariatodips.it dal browser Chrome per presentare una segnalazione ufficiale alla Polizia Postale, oppure vai fisicamente al commissariato portando gli screenshot.
Cosa NON fare
- Non pagare mai il riscatto richiesto: i criminali incassano e poi chiedono ancora di più
- Non cancellare i messaggi e le chat prima di averli salvati come prove per la denuncia
- Non vergognarti e non isolarti: sei una vittima di un reato, non hai fatto nulla di illegale
- Non credere alle promesse del ricattatore che ‘dopo il pagamento cancellerà tutto’: è una bugia
- Non continuare a rispondere al ricattatore dopo aver raccolto le prove: ogni risposta alimenta la sua speranza di ottenere denaro
🔗 Fonte ufficiale: — avviso originale →
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