Truffa con sito falso governativo e furto dati assistito da intelligenza artificiale
✓ Scheda corretta il 29 settembre 2026 dopo un nuovo confronto con la fonte. Come teniamo aggiornate le schede
Cosa sta succedendo
La società di sicurezza Rapid7 ha trovato il server di un gruppo di criminali lasciato aperto: dentro c’erano 1.048 file, tra modelli di finte pagine, prove tecniche e appunti, e secondo Rapid7 questi materiali sono stati preparati con l’aiuto di programmi di intelligenza artificiale, usati per scrivere, provare e documentare le finte pagine più in fretta. Una delle campagne era già attiva contro utenti Windows in Messico: il sito gobf.mx imitava il portale pubblico per la consultazione del codice identificativo nazionale (il CURP, una specie di codice fiscale). La pagina falsa prometteva di far scaricare il proprio documento, ma il pulsante di download non consegnava un PDF: apriva una cartella remota (una condivisione WebDAV, cioè uno spazio su internet che Windows mostra come se fosse una cartella del computer) con un file il cui nome era stato girato con un trucco di scrittura per farlo leggere come un PDF. In realtà era un programma (un file .scr) che installava di nascosto un ladro di dati: una volta avviato rubava portafogli di criptovalute, password salvate nei browser, cookie di sessione e sessioni di Telegram. Questa catena funziona sui computer Windows. La campagna è stata osservata in Messico, ma un sito costruito allo stesso modo può imitare anche un portale pubblico italiano.
Esempio concreto
Immagina di cercare online il portale pubblico dove scaricare un tuo certificato e di finire, dal computer, su un sito con grafica e logo quasi identici a quello ufficiale. Inserisci i dati richiesti e compare il pulsante ‘Scarica il documento’. Invece di aprirsi un PDF, si apre una finestra di Windows che mostra il contenuto di una cartella che sta su internet, con un file che sembra il tuo certificato in PDF. Lo apri, ma quel file è in realtà un programma: il nome era stato scritto al contrario con un trucco tipografico per far leggere ‘PDF’ al posto dell’estensione vera. Da quel momento sul computer gira un ladro di dati che raccoglie password salvate nel browser, cookie di sessione, sessioni di Telegram ed eventuali portafogli di criptovalute. Nella campagna osservata in Messico un solo finto documento di questo tipo ha prodotto 2.384 dei 2.441 ‘avvii’ registrati dal pannello dei criminali: un numero che misura quante volte il file è stato richiesto o aperto dalla cartella remota, non quanti computer siano stati davvero infettati.
Cosa fare se hai un iPhone (Apple)
1. Non cliccare mai su link arrivati via SMS o email: apri sempre il browser Safari e digita tu stesso l’indirizzo ufficiale del sito governativo (es. inps.it, agenziaentrate.gov.it). 2. Attiva il Filtro messaggi sospetti: vai in Impostazioni > Messaggi > Filtra mittenti sconosciuti e attiva l’opzione. Così gli SMS da numeri non in rubrica finiscono in una cartella separata. 3. Controlla sempre l’indirizzo del sito nella barra di Safari prima di inserire qualsiasi dato: i siti ufficiali italiani terminano con .gov.it o .it, mai con .com stranieri o indirizzi strani. 4. Attiva la protezione Safari contro i siti pericolosi: vai in Impostazioni > Safari > Avvisi siti web fraudolenti e assicurati che sia attivo. 5. Se hai già inserito dati personali su un sito sospetto, cambia subito le password dei tuoi account principali andando in Impostazioni > Password e controlla se ci sono avvisi di sicurezza.
Cosa fare se hai un Android
1. Non cliccare mai su link arrivati via SMS o email: apri il browser Chrome e digita tu stesso l’indirizzo ufficiale del sito governativo (es. inps.it). 2. Attiva la navigazione sicura su Chrome: apri l’app Chrome, tocca i tre puntini in alto a destra > Impostazioni > Privacy e sicurezza > Navigazione sicura > scegli ‘Protezione avanzata’. Questo blocca automaticamente molti siti falsi. 3. Controlla che Google Play Protect sia attivo per proteggere il telefono da eventuali app dannose scaricate: vai in Impostazioni > Sicurezza > Google Play Protect > tocca ‘Cerca minacce’. 4. Fai attenzione agli SMS: su molti Android puoi segnalare un messaggio come spam direttamente nell’app Messaggi tenendo premuto il messaggio e scegliendo ‘Segnala come spam’. 5. Se hai cliccato su un link sospetto, vai in Impostazioni > App > Browser (o Chrome) > Cancella cache e dati, e poi cambia le password dei tuoi account principali.
Cosa NON fare
- Non inserire mai codice fiscale, numero di documento o dati bancari su un sito a cui sei arrivato cliccando un link da SMS o email, anche se il sito sembra ufficiale
- Non fidarti solo dell’aspetto grafico di un sito: i truffatori copiano loghi e colori ufficiali in modo quasi perfetto
- Non credere ai messaggi urgenti del tipo ‘agisci entro 24 ore o perdi il bonus’: la fretta è la loro arma principale per farti sbagliare
- Non scaricare file o app da siti governativi a cui sei arrivato tramite un link ricevuto: i portali ufficiali non ti chiedono mai di scaricare programmi via SMS
- Non dare per scontato che un file sia un documento solo perché il nome dice ‘PDF’: in questa campagna il nome era stato girato con un trucco di scrittura per nascondere un programma (.scr). La catena descritta funziona sui computer Windows, quindi la massima attenzione serve quando scarichi e apri file dal computer
Domande frequenti su questa truffa
Le risposte alle domande che ci arrivano più spesso.
Come faccio a capire se un sito governativo è falso?
Perché quando scarico un documento si apre una cartella invece di un PDF?
Cosa rischio se apro quel finto file PDF sul computer?
Cosa faccio se ho già inserito i miei dati su un sito sospetto con l'iPhone?
Come proteggo il telefono Android da questi siti falsi?
Questa truffa riguarda solo il Messico o può colpire anche in Italia?
Come scegliamo le fonti e come nasce ogni scheda: il nostro metodo.
🔗 Fonte: The Hacker News, testata specializzata — articolo originale →
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