CellulareSicuro raccoglie ogni giorno gli avvisi delle autorità che si occupano di truffe — in Italia e in Europa — e li riscrive in italiano semplice, per chi non è pratico di tecnologia. È gratuito, non chiede di registrarsi e non vende niente a chi lo consulta.
Per chi è fatto
Per le persone che le truffe digitali colpiscono per prime: chi ha superato i cinquant’anni, chi usa il telefono per le cose essenziali, chi non ha nessuna voglia di imparare parole come «phishing» — e non deve. Le truffe arrivano con un SMS, una telefonata, un’email che sembra della banca. Serve qualcuno che dica, in italiano, se quella cosa è una truffa e cosa fare adesso.
Non serviamo a fare paura. Metà del lavoro è dire anche quando un messaggio è legittimo.
Da dove arrivano le informazioni
Da fonti ufficiali, mai da voci di corridoio. Ogni giorno un motore automatico interroga le autorità che pubblicano segnalazioni di truffe — CERT-AGID, la Polizia Postale, la CONSOB, il Garante per la privacy e le autorità di vigilanza di mezza Europa — raccoglie quello che è uscito, e lo trasforma in schede leggibili.
In fondo a ogni scheda c’è il link all’avviso originale. Quello che leggi qui puoi sempre andare a controllarlo alla fonte: se non ci fosse quel link, non dovresti fidarti — di noi né di nessun altro.
Perché guardiamo anche fuori dall’Italia. Una truffa che oggi gira in Germania o in Francia, fra qualche settimana bussa in Italia con i nomi tradotti. Sorvegliando le autorità di altri Paesi capita di riconoscere uno schema prima che arrivi qui: è la differenza fra rincorrere una truffa e aspettarla.
Chi lo pubblica
P.IVA 05185390753 — Arnesano (LE), Italia
Contatti: la pagina contatti — rispondiamo alle domande delle persone, non solo a quelle delle aziende.
È un progetto indipendente. Non riceve denaro pubblico, non appartiene a una banca né a un’azienda di sicurezza informatica. Si regge sul lavoro dell’azienda che lo pubblica e, in prospettiva, su un solo sponsor che ne condivida lo scopo — mai su pubblicità che segue le persone in giro per la rete.
Quello che non facciamo
- Non chiediamo mai i tuoi dati. Non serve registrarsi, non serve un’app, non chiediamo il numero della carta, le password o i codici che ti arrivano per SMS. Se qualcuno lo fa a nome nostro, è una truffa.
- Non vendiamo la tua attenzione. Niente pubblicità che ti insegue, niente profilazione, statistiche senza cookie di tracciamento.
- Non inventiamo. Se una notizia non è verificata su una fonte ufficiale, non la pubblichiamo — nemmeno se fa notizia.
- Non diamo consulenza legale o finanziaria. Diciamo cosa fare nei primi minuti e a chi rivolgersi. Per il resto ci sono la Polizia Postale e la tua banca.
Se pensiamo di aver sbagliato
Le schede possono contenere errori: sono tante e nascono in fretta, perché una truffa raccontata fra un mese non serve a nessuno. Se ne trovi uno, scrivicelo: correggiamo, e se l’errore era grave lo diciamo nella scheda invece di far finta di niente.
Come nasce materialmente una scheda, e chi la controlla, sta scritto per esteso nella pagina Come lavoriamo.