Truffa del finto rimborso fiscale: arriva tra gennaio e maggio, ecco come funziona
Nel periodo della dichiarazione dei redditi — soprattutto tra gennaio e maggio — torna puntuale una truffa: una email o un SMS che sembra dell’Agenzia delle Entrate e ti annuncia un rimborso fiscale. Ti invita a “compilare un modulo” o a “completare la procedura” cliccando un link, inserendo i tuoi dati e quelli della carta per ricevere l’accredito. L’Agenzia delle Entrate ha lanciato l’allarme più volte, anche con avvisi ufficiali a gennaio e maggio 2026: sono tutte truffe. L’Agenzia non comunica i rimborsi così, e non chiede mai i dati della carta via email.
Come funziona
- Ricevi una comunicazione (email o SMS) con il logo dell’Agenzia delle Entrate e un oggetto come “Rimborso fiscale”, “Avviso di rimborso”, “Il vostro rimborso”.
- Il messaggio dice che hai diritto a un rimborso (spesso una cifra precisa e credibile, tipo poche centinaia di euro) e che devi compilare un modulo per riceverlo.
- Clicchi il link e arrivi su una pagina che imita il sito dell’Agenzia, fatta benissimo.
- Ti chiede nome, cognome, codice fiscale, e soprattutto i dati della carta “per accreditare il rimborso”.
- In realtà stai consegnando tutto ai truffatori, che useranno la carta per svuotarla.
I segnali per riconoscerla
- Promette un rimborso e ti chiede di fare qualcosa per riceverlo (un rimborso vero arriva da solo, non devi “compilare moduli” via email).
- C’è un link verso un “modulo di rimborso”.
- Ti vengono chiesti i dati della carta o le credenziali.
- A volte ci sono errori di grammatica o un tono generico (“Gentile contribuente” senza il tuo nome).
- Fa leva sull’attesa reale del rimborso 730 in quel periodo dell’anno.
La verità sui rimborsi veri
Il rimborso IRPEF che ti spetta arriva automaticamente: tramite il datore di lavoro/sostituto d’imposta, oppure con accredito diretto se hai comunicato l’IBAN nei canali ufficiali (area riservata dell’Agenzia, con SPID/CIE). Non devi mai inserire i dati della carta in un modulo ricevuto via email o SMS. Per i tuoi dati fiscali esiste un solo posto sicuro: l’area riservata sul sito ufficiale, a cui accedi tu con la tua identità digitale.
Il Metodo 3×3 contro il finto rimborso fiscale
3 secondi. Davanti a un’email che ti promette soldi dal Fisco, fermati: la fretta e la gioia del rimborso sono ciò su cui contano.
3 domande:
- Mi chiede di cliccare un link e compilare un modulo per “ricevere” il rimborso?
- Mi chiede i dati della carta o le credenziali?
- È arrivata via email/SMS invece che nei canali ufficiali?
3 verifiche:
- Non cliccare il link e non compilare nessun modulo.
- Verifica solo nell’area riservata del sito ufficiale agenziaentrate.gov.it, a cui accedi tu con SPID o CIE.
- Controlla la pagina “Focus sul phishing” dell’Agenzia: pubblica tutti gli avvisi sulle truffe in corso.
L’azione concreta da fare oggi
Salva nei preferiti l’indirizzo ufficiale agenziaentrate.gov.it e prendi l’abitudine di accedere SOLO da lì, mai dai link nei messaggi. Così, quando arriverà la mail del “rimborso”, saprai già che la verità è nell’area riservata, non in un modulo da compilare. E ricorda: i rimborsi veri arrivano da soli.
Se hai già inserito i dati
- Chiama subito la banca e fai bloccare la carta.
- Controlla e contesta eventuali addebiti non riconosciuti.
- Cambia le password se hai inserito anche credenziali.
- Segnala alla stessa Agenzia delle Entrate (hanno un indirizzo per le segnalazioni di phishing) e denuncia alla Polizia Postale su commissariatodips.it.
—
Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate — avvisi sul phishing a tema rimborsi IRPEF (avvisi del 7 gennaio e del 15 maggio 2026) e pagina “Focus sul phishing” su agenziaentrate.gov.it. Articolo verificato a maggio 2026.
Ogni settimana ricevi i nuovi avvisi e le guide spiegate in modo semplice, con i passi concreti per proteggere te e la tua famiglia. Gratis, solo cose utili.
Iscriviti alla newsletter gratuita