Truffa rimborso fiscale Agenzia delle Entrate: come funziona

23 Giugno 2026 · di Redazione CellulareSicuro

✉️ Email / Phishing
In breveÈ una finta email o SMS dell'Agenzia delle Entrate che annuncia un rimborso fiscale e chiede di compilare un modulo con i dati della carta: è una truffa. Non cliccare il link e verifica solo nell'area riservata di agenziaentrate.gov.it. I rimborsi veri arrivano da soli.

Nel periodo della dichiarazione dei redditi — soprattutto tra gennaio e maggio — torna puntuale una truffa: una email o un SMS che sembra dell’Agenzia delle Entrate e ti annuncia un rimborso fiscale. Ti invita a “compilare un modulo” o a “completare la procedura” cliccando un link, inserendo i tuoi dati e quelli della carta per ricevere l’accredito. L’Agenzia delle Entrate ha lanciato l’allarme più volte, anche con avvisi ufficiali a gennaio e maggio 2026: sono tutte truffe. L’Agenzia non comunica i rimborsi così, e non chiede mai i dati della carta via email.

Come funziona

  1. Ricevi una comunicazione (email o SMS) con il logo dell’Agenzia delle Entrate e un oggetto come “Rimborso fiscale”, “Avviso di rimborso”, “Il vostro rimborso”.
  2. Il messaggio dice che hai diritto a un rimborso (spesso una cifra precisa e credibile, tipo poche centinaia di euro) e che devi compilare un modulo per riceverlo.
  3. Clicchi il link e arrivi su una pagina che imita il sito dell’Agenzia, fatta benissimo.
  4. Ti chiede nome, cognome, codice fiscale, e soprattutto i dati della carta “per accreditare il rimborso”.
  5. In realtà stai consegnando tutto ai truffatori, che useranno la carta per svuotarla.

I segnali per riconoscerla

  • Promette un rimborso e ti chiede di fare qualcosa per riceverlo (un rimborso vero arriva da solo, non devi “compilare moduli” via email).
  • C’è un link verso un “modulo di rimborso”.
  • Ti vengono chiesti i dati della carta o le credenziali.
  • A volte ci sono errori di grammatica o un tono generico (“Gentile contribuente” senza il tuo nome).
  • Fa leva sull’attesa reale del rimborso 730 in quel periodo dell’anno.

La verità sui rimborsi veri

Il rimborso IRPEF che ti spetta arriva automaticamente: tramite il datore di lavoro/sostituto d’imposta, oppure con accredito diretto se hai comunicato l’IBAN nei canali ufficiali (area riservata dell’Agenzia, con SPID/CIE). Non devi mai inserire i dati della carta in un modulo ricevuto via email o SMS. Per i tuoi dati fiscali esiste un solo posto sicuro: l’area riservata sul sito ufficiale, a cui accedi tu con la tua identità digitale.

Il Metodo 3×3 contro il finto rimborso fiscale

3 secondi. Davanti a un’email che ti promette soldi dal Fisco, fermati: la fretta e la gioia del rimborso sono ciò su cui contano.

3 domande:

  1. Mi chiede di cliccare un link e compilare un modulo per “ricevere” il rimborso?
  2. Mi chiede i dati della carta o le credenziali?
  3. È arrivata via email/SMS invece che nei canali ufficiali?

3 verifiche:

  1. Non cliccare il link e non compilare nessun modulo.
  2. Verifica solo nell’area riservata del sito ufficiale agenziaentrate.gov.it, a cui accedi tu con SPID o CIE.
  3. Controlla la pagina “Focus sul phishing” dell’Agenzia: pubblica tutti gli avvisi sulle truffe in corso.

L’azione concreta da fare oggi

Salva nei preferiti l’indirizzo ufficiale agenziaentrate.gov.it e prendi l’abitudine di accedere SOLO da lì, mai dai link nei messaggi. Così, quando arriverà la mail del “rimborso”, saprai già che la verità è nell’area riservata, non in un modulo da compilare. E ricorda: i rimborsi veri arrivano da soli.

Se hai già inserito i dati

  1. Chiama subito la banca e fai bloccare la carta.
  2. Controlla e contesta eventuali addebiti non riconosciuti.
  3. Cambia le password se hai inserito anche credenziali.
  4. Segnala alla stessa Agenzia delle Entrate (hanno un indirizzo per le segnalazioni di phishing) e denuncia alla Polizia Postale su commissariatodips.it.

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Fonti consultate: Agenzia delle Entrate — avvisi sul phishing a tema rimborsi IRPEF (avvisi del 7 gennaio e del 15 maggio 2026) e pagina “Focus sul phishing” su agenziaentrate.gov.it.

Domande frequenti su questa truffa

Le risposte alle domande che ci arrivano più spesso.

L'Agenzia delle Entrate chiede i dati della carta per il rimborso fiscale?
No, mai. L'Agenzia non comunica i rimborsi via email o SMS e non chiede mai i dati della carta per accreditare un rimborso. Se ricevi una richiesta del genere, è una truffa.
Come faccio a capire se l'email sul rimborso fiscale è falsa?
Diffida se ti promette dei soldi ma ti chiede di cliccare un link e compilare un modulo per riceverli, se ti chiede i dati della carta o le credenziali, o se arriva via email/SMS invece che nei canali ufficiali. A volte ci sono anche errori di grammatica o un tono generico come "Gentile contribuente".
Come arriva davvero il rimborso IRPEF che mi spetta?
Arriva in automatico: tramite il datore di lavoro o sostituto d'imposta, oppure con accredito diretto se hai comunicato l'IBAN nei canali ufficiali dell'Agenzia. Non devi compilare nessun modulo né inserire i dati della carta.
Ho cliccato sul link e inserito i dati della carta, cosa faccio?
Chiama subito la banca e fai bloccare la carta, poi controlla e contesta eventuali addebiti non riconosciuti. Se hai inserito anche le credenziali cambiale, e segnala il tutto all'Agenzia delle Entrate e alla Polizia Postale su commissariatodips.it.
Come verifico se ho davvero un rimborso in attesa?
Accedi all'area riservata sul sito ufficiale agenziaentrate.gov.it con SPID o CIE: è l'unico posto sicuro per i tuoi dati fiscali. Puoi anche consultare la pagina "Focus sul phishing" dell'Agenzia, dove pubblica gli avvisi sulle truffe in corso.
Cosa NON devo fare quando ricevo un messaggio sul rimborso fiscale?
Non cliccare il link e non compilare nessun modulo. Non inserire mai i dati della carta o le credenziali in una pagina raggiunta da un messaggio, e accedi ai servizi solo digitando tu l'indirizzo ufficiale agenziaentrate.gov.it.
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