Truffe con le criptovalute: come proteggere i tuoi soldi
Le criptovalute attirano i truffatori per tre motivi: i soldi si spostano in fretta, spesso in modo anonimo, e quasi sempre una volta inviati non si recuperano più. A differenza di un bonifico che la banca può a volte bloccare, una transazione in criptovalute è quasi sempre irreversibile. Per questo l’autorità europea (ESMA) ha pubblicato una guida dedicata, che qui ti spieghiamo semplice.
Le trappole più comuni
Il guadagno garantito. Ti arriva — sui social, via messaggio o per telefono — la proposta di un investimento in criptovalute “sicuro, veloce, ad alto rendimento”. Ti fanno iniziare con una piccola somma che sembra fruttare, poi ti spingono a versarne di più. Quando provi a ritirare i soldi, il sito sparisce e nessuno risponde più.
Il regalo (giveaway). Un annuncio, spesso con la foto di un personaggio famoso (falsa), promette di “raddoppiare le tue criptovalute” se ne invii prima un po’. Invii i soldi e non ricevi mai nulla.
L’amore online che parla di investimenti. Qualcuno ti contatta su social o app di incontri, costruisce con pazienza un rapporto di fiducia, e dopo settimane sposta il discorso su un “ottimo investimento” in criptovalute. È una delle truffe più dolorose perché gioca sui sentimenti.
Il finto assistente. Hai un problema col tuo portafoglio digitale e scrivi online. Subito ti risponde in privato qualcuno che finge di essere l’assistenza e ti chiede le tue parole di recupero o le password. Chi le ottiene, svuota il portafoglio.
Lo schema a catena (Ponzi). Ti invitano a un progetto che promette guadagni costanti e ti premia se porti altre persone. I primi sembrano guadagnare davvero, ma è un’illusione: i soldi arrivano solo dai nuovi iscritti. Quando le adesioni rallentano, crolla tutto e gli ultimi perdono tutto.
Un concetto da capire bene
Per accedere alle criptovalute si usa una specie di password speciale, fatta di una lista di parole segrete (in inglese seed phrase). È come la chiave di una cassaforte: chiunque la ottiene può prendere tutto, e non si può “cambiare la serratura”. Nessuna azienda seria te la chiederà mai. Se qualcuno te la chiede, è un truffatore. Punto.
Il Metodo 3×3 contro le truffe cripto
3 secondi. Davanti a qualsiasi “occasione” in criptovalute, fermati prima di cliccare o versare. La fretta è la loro arma.
3 domande:
- Mi promettono guadagni alti, sicuri e veloci? (non esistono: rischio alto e guadagno sicuro insieme sono una bugia)
- Mi chiedono le parole segrete, una password o di inviare cripto in anticipo?
- L’azienda è davvero autorizzata, o me lo dicono solo loro?
3 verifiche:
- Non condividere mai le parole segrete del portafoglio, le password o i codici. Con nessuno.
- Verifica se l’azienda è autorizzata in Europa nel registro ufficiale ESMA, oppure controlla gli avvisi della CONSOB e l’elenco internazionale IOSCO I-SCAN.
- Controlla l’indirizzo del sito: una lettera cambiata, un dominio strano, l’assenza della “s” in “https” sono segnali di un sito falso.
L’azione concreta da fare oggi
Prima di mettere un solo euro in qualunque piattaforma cripto, cerca il suo nome sul sito della CONSOB e nell’elenco IOSCO I-SCAN. Se compare tra gli avvisi, è una truffa già segnalata. Se non trovi nessuna informazione ufficiale sull’azienda — né sede, né registrazione, né contatti verificabili — è già un motivo sufficiente per non procedere.
Se sei già caduto nella trappola
- Interrompi subito ogni pagamento e blocca i contatti col truffatore.
- Cambia tutte le password, non solo una.
- Se il portafoglio è compromesso, sposta subito quello che resta in un portafoglio nuovo e sicuro.
- Avvisa il fornitore del servizio cripto dai canali ufficiali.
- Denuncia alla Polizia Postale e avvisa chi ti sta vicino.
- Attento alla “seconda truffa”: chi ti promette di recuperare i soldi persi dietro pagamento di una commissione è quasi sempre un nuovo truffatore.
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Fonte: ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), in collaborazione con EBA ed EIOPA — “Frodi e truffe legate alle cripto-attività”, 2025. Documento ufficiale: leggi il PDF originale in italiano. Riproduzione autorizzata con citazione della fonte.
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