Furto dati sanitari ASL: cosa fare per proteggerti

Pubblicata il 10 luglio 2026 · avviso della fonte del 9 luglio 2026 · di Redazione CellulareSicuro

Rischio Medio Entrambi

✓ Scheda corretta il 13 ottobre 2026 dopo un nuovo confronto con la fonte. Come teniamo aggiornate le schede

In breveNel maggio 2023 un attacco ransomware alla ASL 1 Abruzzo (Avezzano, Sulmona, L'Aquila) ha rubato e pubblicato dati sanitari, e i criminali hanno poi chiesto denaro anche ai singoli cittadini. Segui le comunicazioni ufficiali della ASL, non pagare, proteggi i tuoi accessi ai servizi sanitari e non rispondere a chiamate o SMS che citano la tua salute.

Cosa sta succedendo

Il 3 maggio 2023 un tipo di virus informatico chiamato ransomware, usato dal gruppo criminale “Monti”, ha colpito la ASL 1 di Avezzano, Sulmona e L’Aquila: i sistemi informatici aziendali sono stati disattivati e sono stati rubati dati personali e sanitari (cartelle cliniche, referti, valutazioni psicologiche di minori, dati dei dipendenti). Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale si parla di circa 500 gigabyte di dati, poi pubblicati nel dark web in assenza del pagamento del riscatto. La vicenda viene ripresa nel 2026 da un’analisi sulla sicurezza dei dati sanitari. Non hai fatto nulla di sbagliato: il problema è nella sicurezza dell’ente, non del tuo telefono.

Esempio concreto

Immagina di essere Maria, 67 anni, e di aver fatto esami in una ASL colpita da un attacco come quello dell’ASL 1 Abruzzo. Dopo la pubblicazione dell’archivio rubato, i criminali contattano direttamente anche i singoli cittadini e chiedono del denaro in cambio della promessa di non diffondere i loro dati sanitari. Maria non scarica né diffonde i file rubati, come hanno raccomandato le Autorità e il Garante privacy, e non cede alla richiesta.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se sei stato coinvolto: vai su Safari e cerca il sito ufficiale della ASL 1 Abruzzo o del Garante Privacy (garanteprivacy.it) per vedere se hanno pubblicato avvisi di violazione dati. 2. Attiva gli avvisi di sicurezza Apple: vai in Impostazioni > App > Password e attiva ‘Rileva password compromesse’, poi apri l’app Password e tocca «Sicurezza» per sapere se le tue password sono state rubate altrove. 3. Proteggi l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico e all’app IO: si entra con SPID o CIE, quindi, se temi che qualcuno conosca le tue credenziali, cambia la password del tuo SPID dal sito o dall’app del tuo gestore e scegline una nuova e lunga. 4. Attiva Face ID o codice a 6 cifre per proteggere l’app IO e le app bancarie: vai in Impostazioni > Face ID e codice > assicurati che Face ID sia attivo per le app. 5. Se ricevi chiamate o SMS sospetti che citano la tua salute, non rispondere e blocca il numero: nell’app Telefono tocca il pulsante Informazioni accanto alla chiamata e scegli di bloccarlo. Ricorda che i truffatori cambiano spesso numero.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla se sei stato coinvolto: apri Chrome e cerca il sito ufficiale del Garante Privacy (garanteprivacy.it) o della ASL 1 Abruzzo per eventuali comunicazioni ufficiali sulla violazione. 2. Controlla le tue password salvate: apri Chrome, tocca i tre puntini, poi Impostazioni e «Gestore delle password di Google», e tocca «Controllo» per vedere se alcune sono state compromesse. 3. Proteggi l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico e all’app IO: si entra con SPID o CIE, quindi, se temi che qualcuno conosca le tue credenziali, cambia la password del tuo SPID dal sito o dall’app del tuo gestore e scegline una difficile da indovinare. 4. Attiva il blocco schermo sicuro: vai in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Blocco schermo e scegli PIN a 6 cifre o impronta digitale se non lo hai già fatto. 5. Installa solo app da fonti ufficiali: vai in Impostazioni > App > Accesso speciale > Installa app sconosciute e assicurati che nessuna app non ufficiale abbia questo permesso attivato.

Cosa NON fare

  • Non rispondere a telefonate di sedicenti medici, operatori sanitari o assicuratori che ti contattano all’improvviso citando la tua salute: potrebbero usare i dati rubati per truffarti
  • Non cliccare su link in email o SMS che parlano di rimborsi sanitari, farmaci, visite o referti: potrebbero portarti su siti falsi
  • Non comunicare mai il tuo codice fiscale, IBAN o dati bancari a chi ti contatta dicendo di essere della ASL o del tuo medico
  • Non ignorare le lettere o le email ufficiali della ASL 1 Abruzzo: se ti avvisano di essere tra i dati violati, segui le istruzioni che forniscono
  • Non pensare che non ti riguardi solo perché non vivi nella zona di Avezzano, Sulmona o L’Aquila: gli archivi sanitari contengono dati di molti anni e di molte zone diverse

Domande frequenti su questa truffa

Le risposte alle domande che ci arrivano più spesso.

Hanno rubato i miei dati sanitari dalla ASL, cosa faccio?
Segui le comunicazioni ufficiali della ASL 1 Abruzzo (lettere, email o avvisi sul suo sito), che è l'ente tenuto a informare le persone coinvolte; sul sito del Garante Privacy (garanteprivacy.it) trovi le notizie generali sul caso. Il Fascicolo Sanitario Elettronico e l'app IO si aprono con SPID o CIE: se temi che qualcuno conosca le tue credenziali, cambia la password del tuo SPID dal sito o dall'app del tuo gestore.
Mi hanno chiamato chiedendo soldi per non diffondere i miei dati sanitari, cosa devo fare?
Non cedere alla richiesta e non pagare. Non scaricare né diffondere i file rubati, come hanno raccomandato le Autorità e il Garante privacy, e non dare denaro ai criminali.
Come capisco se un SMS o una chiamata sulla mia salute è una truffa?
Diffida di chi ti contatta all'improvviso citando la tua salute, rimborsi, farmaci, visite o referti. Non rispondere, non cliccare sui link e non comunicare mai codice fiscale, IBAN o dati bancari a chi dice di essere della ASL o del tuo medico.
È colpa mia o del mio telefono se i miei dati sono stati rubati?
No, non hai fatto nulla di sbagliato. Il problema è nella sicurezza dell'ente colpito dall'attacco informatico, non del tuo telefono.
Non abito nella zona della ASL colpita, mi riguarda comunque?
Potrebbe riguardarti. Gli archivi sanitari contengono dati di molti anni e di zone diverse, quindi non dare per scontato di essere al sicuro solo perché non vivi in quell'area.
Come faccio a sapere se le mie password sono state rubate?
Su iPhone attiva 'Rileva password compromesse' in Impostazioni > App > Password, poi guarda la sezione «Sicurezza» dell'app Password. Su Android apri Chrome, tocca i tre puntini, poi Impostazioni e «Gestore delle password di Google», e tocca «Controllo».

Come scegliamo le fonti e come nasce ogni scheda: il nostro metodo.

🔗 Fonte: ICT Security Magazine, testata specializzata — articolo originale →

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