Furto dati sanitari ASL: cosa fare per proteggerti
✓ Scheda corretta il 13 ottobre 2026 dopo un nuovo confronto con la fonte. Come teniamo aggiornate le schede
Cosa sta succedendo
Il 3 maggio 2023 un tipo di virus informatico chiamato ransomware, usato dal gruppo criminale “Monti”, ha colpito la ASL 1 di Avezzano, Sulmona e L’Aquila: i sistemi informatici aziendali sono stati disattivati e sono stati rubati dati personali e sanitari (cartelle cliniche, referti, valutazioni psicologiche di minori, dati dei dipendenti). Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale si parla di circa 500 gigabyte di dati, poi pubblicati nel dark web in assenza del pagamento del riscatto. La vicenda viene ripresa nel 2026 da un’analisi sulla sicurezza dei dati sanitari. Non hai fatto nulla di sbagliato: il problema è nella sicurezza dell’ente, non del tuo telefono.
Esempio concreto
Immagina di essere Maria, 67 anni, e di aver fatto esami in una ASL colpita da un attacco come quello dell’ASL 1 Abruzzo. Dopo la pubblicazione dell’archivio rubato, i criminali contattano direttamente anche i singoli cittadini e chiedono del denaro in cambio della promessa di non diffondere i loro dati sanitari. Maria non scarica né diffonde i file rubati, come hanno raccomandato le Autorità e il Garante privacy, e non cede alla richiesta.
Cosa fare se hai un iPhone (Apple)
1. Controlla se sei stato coinvolto: vai su Safari e cerca il sito ufficiale della ASL 1 Abruzzo o del Garante Privacy (garanteprivacy.it) per vedere se hanno pubblicato avvisi di violazione dati. 2. Attiva gli avvisi di sicurezza Apple: vai in Impostazioni > App > Password e attiva ‘Rileva password compromesse’, poi apri l’app Password e tocca «Sicurezza» per sapere se le tue password sono state rubate altrove. 3. Proteggi l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico e all’app IO: si entra con SPID o CIE, quindi, se temi che qualcuno conosca le tue credenziali, cambia la password del tuo SPID dal sito o dall’app del tuo gestore e scegline una nuova e lunga. 4. Attiva Face ID o codice a 6 cifre per proteggere l’app IO e le app bancarie: vai in Impostazioni > Face ID e codice > assicurati che Face ID sia attivo per le app. 5. Se ricevi chiamate o SMS sospetti che citano la tua salute, non rispondere e blocca il numero: nell’app Telefono tocca il pulsante Informazioni accanto alla chiamata e scegli di bloccarlo. Ricorda che i truffatori cambiano spesso numero.
Cosa fare se hai un Android
1. Controlla se sei stato coinvolto: apri Chrome e cerca il sito ufficiale del Garante Privacy (garanteprivacy.it) o della ASL 1 Abruzzo per eventuali comunicazioni ufficiali sulla violazione. 2. Controlla le tue password salvate: apri Chrome, tocca i tre puntini, poi Impostazioni e «Gestore delle password di Google», e tocca «Controllo» per vedere se alcune sono state compromesse. 3. Proteggi l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico e all’app IO: si entra con SPID o CIE, quindi, se temi che qualcuno conosca le tue credenziali, cambia la password del tuo SPID dal sito o dall’app del tuo gestore e scegline una difficile da indovinare. 4. Attiva il blocco schermo sicuro: vai in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Blocco schermo e scegli PIN a 6 cifre o impronta digitale se non lo hai già fatto. 5. Installa solo app da fonti ufficiali: vai in Impostazioni > App > Accesso speciale > Installa app sconosciute e assicurati che nessuna app non ufficiale abbia questo permesso attivato.
Cosa NON fare
- Non rispondere a telefonate di sedicenti medici, operatori sanitari o assicuratori che ti contattano all’improvviso citando la tua salute: potrebbero usare i dati rubati per truffarti
- Non cliccare su link in email o SMS che parlano di rimborsi sanitari, farmaci, visite o referti: potrebbero portarti su siti falsi
- Non comunicare mai il tuo codice fiscale, IBAN o dati bancari a chi ti contatta dicendo di essere della ASL o del tuo medico
- Non ignorare le lettere o le email ufficiali della ASL 1 Abruzzo: se ti avvisano di essere tra i dati violati, segui le istruzioni che forniscono
- Non pensare che non ti riguardi solo perché non vivi nella zona di Avezzano, Sulmona o L’Aquila: gli archivi sanitari contengono dati di molti anni e di molte zone diverse
Domande frequenti su questa truffa
Le risposte alle domande che ci arrivano più spesso.
Hanno rubato i miei dati sanitari dalla ASL, cosa faccio?
Mi hanno chiamato chiedendo soldi per non diffondere i miei dati sanitari, cosa devo fare?
Come capisco se un SMS o una chiamata sulla mia salute è una truffa?
È colpa mia o del mio telefono se i miei dati sono stati rubati?
Non abito nella zona della ASL colpita, mi riguarda comunque?
Come faccio a sapere se le mie password sono state rubate?
Come scegliamo le fonti e come nasce ogni scheda: il nostro metodo.
🔗 Fonte: ICT Security Magazine, testata specializzata — articolo originale →