Ondata di attacchi informatici in Italia

Cosa sta succedendo

Nell’ultima settimana di aprile, i cybercriminali hanno lanciato 138 campagne di attacco contro l’Italia. È come se 138 bande di ladri diversi avessero tentato contemporaneamente di entrare nelle nostre case digitali. Di questi, 97 erano mirati specificamente agli italiani, mentre 41 erano attacchi generici che hanno comunque colpito il nostro Paese. Gli esperti di sicurezza hanno identificato 847 segnali di pericolo diversi. In pratica significa che in questi giorni circolano molte email e messaggi falsi che fingono di essere la tua banca, un corriere o un ente pubblico: l’obiettivo è farti cliccare su un link o scaricare qualcosa di pericoloso.

Esempio concreto

Immagina di ricevere una email che sembra arrivare dalla tua banca con un link per aggiornare i dati, mentre contemporaneamente tuo figlio scarica un’app di giochi che in realtà nasconde un virus, e tua moglie clicca su un annuncio Facebook che la porta su un sito truffaldino. Tutti questi potrebbero essere parte di queste 138 campagne maligne coordinate contro gli italiani.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

Prima regola, prenditi 3 secondi prima di cliccare su qualsiasi link arrivato via email o SMS: chiediti se aspettavi davvero quel messaggio. Poi tieni il telefono protetto: vai su Impostazioni > Generali > Aggiornamento Software e installa tutti gli aggiornamenti disponibili. Vai su Impostazioni > Safari > Avanzate > Dati dei siti web e cancella tutto. Attiva Impostazioni > Privacy e Sicurezza > Blocco del tracciamento intelligente. Controlla Impostazioni > [Il tuo nome] > Media e acquisti > Visualizza account > Sicurezza e verifica che l’autenticazione a due fattori (cioè il secondo codice di conferma oltre alla password) sia attiva.

Cosa fare se hai un Android

Prima regola, prenditi 3 secondi prima di cliccare su qualsiasi link arrivato via email o SMS: chiediti se aspettavi davvero quel messaggio. Poi tieni il telefono protetto: vai su Impostazioni > Aggiornamenti di sistema e installa tutti gli aggiornamenti. Apri Google Play Store > Menu > Play Protect e attiva la scansione automatica (è il controllo che avvisa se un’app è pericolosa). Vai su Impostazioni > Google > Sicurezza > Trova il mio dispositivo e attivalo. Controlla Impostazioni > Privacy > Gestione autorizzazioni e rimuovi i permessi dalle app che non usi più.

Cosa NON fare

  • Non cliccare su link in email o SMS sospetti anche se sembrano urgenti
  • Non scaricare app da store alternativi o siti web non ufficiali
  • Non inserire mai password o dati bancari se arrivi su un sito tramite link ricevuto
  • Non ignorare gli avvisi di sicurezza del browser o dell’antivirus
  • Non utilizzare la stessa password per più account importanti

Ondata di 128 campagne di attacchi informatici in Italia

Cosa sta succedendo

Nella settimana dell’11-17 aprile, gli esperti di sicurezza italiani (CERT-AgID) hanno individuato 128 campagne di attacchi informatici, di cui 96 rivolte proprio contro obiettivi italiani. È come se in una sola settimana 128 gruppi di ladri diversi avessero provato a entrare nelle case del quartiere, con tecniche diverse ma lo stesso scopo: rubare dati, soldi o bloccare i dispositivi. Non c’è un solo trucco da temere, ma tanti messaggi e telefonate false che girano tutti insieme.

Esempio concreto

Immagina di ricevere, nello stesso periodo, email che sembrano della tua banca, messaggi WhatsApp con link strani, telefonate da finti operatori telefonici e l’invito a scaricare app che in realtà nascondono virus. In questa settimana tutti questi tipi di truffe sono stati particolarmente intensi e hanno colpito aziende, enti pubblici e anche tante persone comuni in tutta Italia.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Vai in Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza e attiva la verifica in due passaggi per il tuo account Apple: così, anche se qualcuno scopre la password, non può entrare senza un secondo codice. 2. Tieni sempre aggiornato il telefono: Impostazioni > Generali > Aggiornamento software. 3. Scarica app solo dall’App Store ufficiale e leggi le recensioni prima di installare. 4. In Impostazioni > Messaggi attiva ‘Filtra mittenti sconosciuti’: sposta in una cartella separata gli SMS di chi non hai in rubrica. 5. Prima di toccare qualsiasi link arrivato via SMS o email, fermati qualche secondo e chiediti se lo aspettavi davvero.

Cosa fare se hai un Android

1. Apri Impostazioni > Sicurezza > Google Play Protect e assicurati che sia attivo: controlla le app alla ricerca di virus. 2. Scarica app solo dal Play Store ufficiale, mai da link ricevuti nei messaggi. 3. In Impostazioni > App > Autorizzazioni controlla quali app possono accedere a contatti, posizione e fotocamera, e togli i permessi a quelle che non ne hanno bisogno. 4. Installa sempre gli aggiornamenti di sicurezza da Impostazioni > Sistema > Aggiornamento sistema. 5. Attiva un blocco schermo con PIN, impronta o volto. Prima di aprire un link arrivato via SMS o WhatsApp, fermati e rifletti.

Cosa NON fare

– Non cliccare su link ricevuti via email o SMS senza aver verificato chi te li manda davvero. – Non scaricare app da store non ufficiali o da link ricevuti nei messaggi. – Non inserire mai le credenziali della banca su siti raggiunti cliccando un link in un’email o un SMS. – Non dare informazioni personali a chi ti telefona dicendo di essere della banca o dell’assistenza tecnica: cerca tu il numero ufficiale e richiama. – Non rimandare gli aggiornamenti di sicurezza del telefono.

Finti sondaggi, premi e buoni regalo

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio che dice che hai vinto un premio, un buono regalo o uno smartphone, oppure che ti invita a un breve sondaggio (di Decathlon, Generali, un supermercato noto) con un regalo alla fine. Per ‘riceverlo’ devi solo pagare poche spese di spedizione e inserire i dati della carta. È una truffa: il premio non esiste, e quei dati servono solo a rubarti i soldi o ad attivare abbonamenti nascosti.

Esempio concreto

Arriva un messaggio: ‘Complimenti! Sei stato selezionato per il sondaggio Decathlon. Completa 3 domande e ricevi un buono da 100 euro’. Rispondi alle domande, poi ti chiedono 1,95 euro di ‘spese di consegna’ con la carta. Inserisci i dati. Il buono non arriva mai, e sulla carta compaiono addebiti ricorrenti che non avevi autorizzato.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link e non completare il sondaggio. 2. Ricorda la regola d’oro: non si vince a un concorso a cui non si è partecipato. 3. Le aziende vere non chiedono i dati della carta per consegnarti un premio gratuito. 4. Se vuoi verificare una promozione, vai sul sito ufficiale del marchio digitato a mano in Safari. 5. Se hai inserito i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e controlla o blocca eventuali addebiti ricorrenti.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link né completare il sondaggio. 2. Non si vince un premio per un concorso a cui non si è iscritti. 3. Nessuna azienda seria chiede i dati della carta per un premio ‘gratis’. 4. Verifica le promozioni solo sul sito ufficiale del marchio digitato a mano in Chrome. 5. Se hai dato i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e blocca addebiti sospetti.

Cosa NON fare

– Non pagare ‘spese di spedizione’ per un premio che dici di aver vinto. – Non inserire i dati della carta per ricevere qualcosa di ‘gratuito’. – Non completare sondaggi che promettono premi in cambio dei tuoi dati. – Non fidarti del logo del marchio: chiunque può copiarlo. – Non condividere il messaggio con amici e parenti ‘per partecipare insieme’: diffonderesti la truffa.

Finte multe, pedaggi e consegne non pagate

Cosa sta succedendo

Ricevi un SMS che dice che hai un piccolo importo da pagare: un pedaggio autostradale dimenticato, una multa, una consegna ferma in dogana. La cifra è bassa (pochi euro) proprio per non insospettirti. C’è un link per pagare subito. Ma è una truffa: paghi su un sito finto e regali ai truffatori i dati completi della tua carta, che poi useranno per spese ben più grandi.

Esempio concreto

Arriva un SMS: ‘Pedaggio autostradale non pagato del 12/05: 8,40 euro. Regolarizza entro 48h per evitare la sanzione: [link]’. Oppure: ‘Il suo pacco è in giacenza, paghi 2,99 euro di spese doganali: [link]’. L’importo piccolo ti fa pensare ‘pago e tolgo il pensiero’. Inserisci numero carta, scadenza e codice di sicurezza. Nei giorni dopo trovi addebiti da centinaia di euro.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link, anche se l’importo è piccolo. 2. Pedaggi: verifica solo sul sito ufficiale del gestore (es. autostrade.it, telepass.it) digitato a mano in Safari, mai dal link. 3. Multe: controlla sul sito del Comune o tramite l’app IO. 4. Pacchi: apri l’app ufficiale del corriere o il sito digitato a mano; i corrieri seri non chiedono dati della carta via SMS. 5. Se hai già pagato: chiama subito la banca col numero sul retro della carta e bloccala.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link, nemmeno per importi piccoli. 2. Pedaggi: vai solo sul sito ufficiale del gestore digitato a mano in Chrome. 3. Multe: controlla sul sito del Comune o sull’app IO. 4. Consegne: usa l’app ufficiale del corriere; non chiedono dazi via link SMS. 5. Se hai inserito i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e fai bloccare tutto.

Cosa NON fare

– Non pagare ‘piccoli importi’ chiesti via SMS con un link: l’importo basso è proprio l’esca. – Non inserire i dati della carta in pagine raggiunte da un messaggio. – Non farti mettere fretta dalle scadenze (‘entro 48 ore’). – Non fidarti del fatto che il sito ‘sembri’ quello ufficiale: copiarlo è facile. – Non condividere mai il codice di sicurezza della carta (i 3 numeri sul retro) per un pagamento di pochi euro.

Finte banche: SMS ed email che imitano la tua banca

Cosa sta succedendo

Ricevi un SMS o un’email che sembra della tua banca: dice che il conto è bloccato, che c’è un accesso sospetto, o che devi confermare i tuoi dati. C’è un link da cliccare. Ma è una trappola. Il link porta a un sito identico a quello vero della banca, dove se inserisci nome utente, password o codici della carta, i truffatori li rubano e svuotano il conto. Questa truffa cambia continuamente nome (a volte usa Intesa, a volte N26, Klarna, PayPal, Banco BPM, ING) ma il meccanismo è sempre lo stesso.

Esempio concreto

Arriva un SMS: ‘Gentile cliente, abbiamo rilevato un accesso anomalo al suo conto. Per la sua sicurezza verifichi qui: [link]. In mancanza il conto sarà sospeso’. Il messaggio compare nella stessa conversazione degli SMS veri della banca, quindi sembra autentico. Clicchi, vedi la pagina di accesso uguale a quella vera, inserisci i tuoi dati. In pochi minuti i soldi spariscono.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link nell’SMS o nell’email, anche se sembra urgente. 2. La tua banca NON ti chiede mai dati o password via SMS o email: questa è già la prova che è falso. 3. Per controllare davvero il conto, apri l’app ufficiale della banca o digita a mano l’indirizzo nel browser Safari, mai dal link ricevuto. 4. Se hai già inserito i dati: chiama subito la banca col numero che trovi sul retro della carta, fai bloccare conto e carta. 5. Cambia la password dell’home banking da un dispositivo sicuro.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link nell’SMS o nell’email. 2. Ricorda: la banca non chiede MAI password o codici via messaggio. 3. Controlla il conto solo dall’app ufficiale della banca o digitando l’indirizzo a mano in Chrome, mai dal link. 4. Se hai già inserito i dati: chiama subito la banca col numero sul retro della carta e fai bloccare tutto. 5. Cambia la password dell’home banking da un dispositivo sicuro.

Cosa NON fare

– Non cliccare link nei messaggi che dicono che il conto è bloccato o a rischio. – Non inserire mai password, PIN o codici della carta in pagine aperte da un link. – Non farti mettere fretta: l’urgenza (‘entro 24 ore o il conto si blocca’) è la tattica preferita dei truffatori. – Non fidarti del nome del mittente: i truffatori scrivono ‘Intesa’, ‘PayPal’ o ‘N26’ nel messaggio, ma chiunque può farlo. – Non richiamare il numero indicato nel messaggio: usa solo quello sul retro della tua carta.

Finte email: la tua casella è piena o sta per scadere

Cosa sta succedendo

Ricevi un’email che dice che la tua casella di posta è piena, sta per scadere, o che devi ‘riconfermare la password’ per non perdere i messaggi. C’è un pulsante o un link per ‘verificare l’account’. È una truffa: serve a rubarti la password della tua email. E l’email è la chiave di tutto: con quella i truffatori possono reimpostare le password di banca, social e acquisti, perché i codici di recupero arrivano proprio lì.

Esempio concreto

Arriva un’email che sembra del tuo provider (Aruba, Outlook, Libero): ‘La tua casella ha raggiunto il limite. Verifica entro 24 ore o perderai i messaggi: [Verifica ora]’. Clicchi, vedi una pagina di accesso identica a quella vera, inserisci email e password. Da quel momento i truffatori leggono la tua posta e possono entrare nei tuoi altri account.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il pulsante o il link nell’email. 2. Per controllare la casella, apri l’app di posta o vai sul sito del tuo provider (es. aruba.it) digitato a mano in Safari. 3. I provider seri non chiedono di reinserire la password tramite un link via email. 4. Attiva la verifica in due passaggi sulla tua email per proteggerla. 5. Se hai già inserito la password: cambiala subito dal sito ufficiale e controlla che non siano stati toccati gli altri account collegati.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link nell’email. 2. Controlla la casella solo dall’app di posta o dal sito del provider digitato a mano in Chrome. 3. Nessun provider serio chiede di ‘riconfermare la password’ via link. 4. Attiva la verifica in due passaggi sulla tua email. 5. Se hai inserito la password: cambiala subito dal sito ufficiale e verifica gli altri account collegati (banca, social).

Cosa NON fare

– Non cliccare link che dicono che la casella è piena o in scadenza. – Non reinserire mai la password della email tramite un link ricevuto via email. – Non farti mettere fretta dalle scadenze (‘entro 24 ore’). – Non usare la stessa password della email per banca e social. – Non ignorare il problema se hai cliccato: la email rubata apre la porta a tutto il resto.

Finti enti pubblici: messaggi che imitano INPS, Agenzia Entrate, Polizia

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio che sembra arrivare da un ente dello Stato: INPS che parla di un rimborso, Agenzia delle Entrate per una cartella, la Polizia per una multa o un’indagine, i Carabinieri. Ti chiedono di cliccare un link per ‘verificare’, ‘pagare’ o ‘ricevere un rimborso’. È una truffa: gli enti pubblici non mandano link di pagamento o richieste di dati via SMS o email. Il link serve solo a rubarti dati personali o soldi.

Esempio concreto

Arriva un SMS: ‘INPS: le spetta un rimborso di 487 euro. Per riceverlo inserisca i suoi dati qui: [link]’. Oppure: ‘Agenzia delle Entrate: ha una cartella non pagata. Eviti il pignoramento pagando qui: [link]’. La paura (‘pignoramento’, ‘indagine’) o la gioia (‘rimborso’) ti spingono a cliccare di getto. Sul sito falso inserisci dati personali, codice fiscale, a volte la carta. È fatta.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link. Gli enti pubblici comunicano per posta, PEC o tramite i loro siti e app ufficiali, mai con link via SMS. 2. Per INPS: apri l’app IO o vai su inps.it digitando l’indirizzo a mano in Safari. 3. Per Agenzia Entrate: usa il sito agenziaentrate.gov.it digitato a mano o l’app ufficiale. 4. Per una multa: verifica sul sito del Comune o della Polizia digitato a mano. 5. Nel dubbio chiedi a un familiare di fiducia o a un patronato/CAF prima di fare qualsiasi cosa.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link. Gli enti pubblici non mandano link di pagamento via SMS. 2. INPS: usa l’app IO o digita inps.it a mano in Chrome. 3. Agenzia Entrate: digita agenziaentrate.gov.it a mano o usa l’app ufficiale. 4. Multe: controlla sul sito ufficiale del Comune o della Polizia digitato a mano. 5. Nel dubbio fermati e chiedi a un familiare o a un patronato/CAF.

Cosa NON fare

– Non cliccare link che promettono rimborsi o minacciano pignoramenti o multe. – Non inserire codice fiscale, dati personali o della carta in pagine aperte da un link. – Non lasciarti guidare dalla paura o dalla fretta: è la tattica usata per farti sbagliare. – Non credere al mittente: scrivere ‘INPS’ o ‘Polizia di Stato’ nel messaggio è facilissimo per un truffatore. – Non pagare nulla ‘per sbloccare’ un rimborso: un rimborso vero non si paga mai per riceverlo.

Furto di account: finti messaggi WhatsApp, Facebook, iCloud

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio (su WhatsApp, via SMS o email) che dice che il tuo account sta per essere bloccato, che c’è stato un accesso strano, o un amico ti chiede ‘per favore mandami il codice che ti è arrivato’. È una truffa per rubarti l’account: WhatsApp, Facebook o il tuo ID Apple. Una volta dentro, i truffatori scrivono ai tuoi contatti fingendosi te e chiedono soldi, oppure bloccano le tue foto e i tuoi dati chiedendo un riscatto.

Esempio concreto

Un ‘amico’ su WhatsApp scrive: ‘Ciao, ti ho mandato per sbaglio un codice a 6 cifre, me lo rigiri?’. In realtà è un truffatore che ha già rubato l’account dell’amico e sta cercando di rubare anche il tuo: quel codice è quello che serve per entrare nel TUO WhatsApp. Se glielo mandi, perdi l’accesso e lui scrive a tutti i tuoi contatti chiedendo soldi a nome tuo.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON dare MAI a nessuno il codice di verifica a 6 cifre, nemmeno a un amico: serve solo a te per accedere. 2. Attiva la verifica in due passaggi su WhatsApp: Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi. 3. Per l’ID Apple attiva l’autenticazione a due fattori: Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza. 4. Se un account è stato rubato, recuperalo subito dall’app ufficiale e avvisa i contatti che potrebbero ricevere richieste a tuo nome. 5. Diffida dei messaggi che mettono fretta.

Cosa fare se hai un Android

1. NON dare MAI il codice di verifica a 6 cifre a nessuno, neanche a un amico. 2. Attiva la verifica in due passaggi su WhatsApp: Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi. 3. Proteggi l’account Google con la verifica in due passaggi: Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza. 4. Se ti rubano un account, recuperalo dall’app ufficiale e avvisa i contatti. 5. Diffida dei messaggi urgenti, anche se sembrano di un amico.

Cosa NON fare

– Non dare mai il codice di verifica a 6 cifre a nessuno, per nessun motivo. – Non cliccare link che dicono che il tuo account sarà bloccato. – Non fidarti di un messaggio solo perché arriva da un amico: il suo account potrebbe essere stato rubato. – Non mandare soldi o ricariche a chi te li chiede via chat senza prima sentirlo a voce. – Non riusare la stessa password su social, email e banca.

Truffa SMS del pedaggio autostradale falso

Cosa sta succedendo

Ti arriva un SMS che dice che non hai pagato un pedaggio autostradale e ti chiede di cliccare un link per pagare. Ma è una truffa. Il link ti porta a un sito finto che copia il vero gestore autostradale, e lì ti chiedono di inserire i dati della tua carta di credito per rubarli. I truffatori useranno questi dati per fare acquisti al tuo posto o svuotare il tuo conto.

Esempio concreto

Ricevi un SMS: ‘Salve, pedaggio non pagato sulla A1. Clicca qui per regolarizzare il pagamento: [link falso]’. Pensi sia vero, clicchi, e finisci su una pagina che sembra la vera autostrada. Inserisci numero carta, scadenza e CVV. Dopo 24 ore scopri addebiti sospetti nel tuo conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link nell’SMS. 2. Apri Safari, vai sul sito ufficiale dell’autostrada (digita manualmente l’indirizzo, non usare link da SMS) e controlla se devi davvero soldi: nella barra di ricerca scrivi il nome del gestore autostradale. 3. Se hai già inserito i dati della carta, contatta subito la tua banca attraverso il numero scritto sul retro della carta (non quello nell’SMS). 4. Blocca la carta: chiama la banca e chiedi la disattivazione immediata e il controllo degli ultimi movimenti.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link nell’SMS. 2. Apri Chrome, vai sul sito ufficiale dell’autostrada (digita manualmente, non usare link da SMS) per verificare se devi davvero soldi: nella barra di ricerca scrivi il nome del gestore. 3. Se hai già inserito i dati della carta, contatta subito la tua banca al numero scritto sulla carta (non al numero dell’SMS). 4. Chiedi di bloccare immediatamente la carta e di controllare gli ultimi movimenti.

Cosa NON fare

– NON cliccare MAI link contenuti in SMS sospetti: gli SMS non sono un canale sicuro per transazioni bancarie. – NON inserire mai i dati della carta su siti raggiunti da SMS o email: le vere aziende non chiedono mai carte via messaggi. – NON fidarti di SMS che creano fretta o paura (‘Devi pagare subito!’). – NON cercare il numero della banca nell’SMS: potrebbe essere falso; usa sempre il numero stampato sulla carta vera. – NON condividere MAI il codice CVV o i dati della carta con nessuno, nemmeno se qualcuno dice di essere dalla banca.

Attacchi informatici contro sistemi di intelligenza artificiale

Cosa sta succedendo

Sempre più aziende usano assistenti automatici (i cosiddetti chatbot, cioè programmi che rispondono alle tue domande scritte come farebbe una persona). I truffatori sfruttano questa abitudine: creano finti assistenti o manipolano quelli veri per farti credere di parlare con la tua banca o con un servizio noto, mentre in realtà stanno cercando di rubarti dati personali, password e codici del conto. Il rischio per te non è tanto la tecnologia in sé, ma il fidarti di una chat che sembra ufficiale e non lo è.

Esempio concreto

Ricevi un messaggio o apri una pagina dove un chatbot si presenta come l’assistente della tua banca. Ti scrive con tono gentile e ti chiede di ‘verificare l’identità’ inserendo numero di conto, password o il codice ricevuto via SMS. Sembra tutto normale, ma dietro non c’è la banca: c’è un truffatore che, appena gli dai quei dati, può entrare nel tuo conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Prenditi qualche secondo prima di rispondere a qualsiasi chat che ti chiede dati personali o codici: nessuna banca vera te li chiede così. 2. Non fidarti di un assistente raggiunto tramite un link arrivato per SMS, WhatsApp o email: chiudilo e, se hai dubbi, apri tu l’app ufficiale della banca o cerca il numero ufficiale sul sito. 3. Controlla quali app hanno accesso ai tuoi dati in Impostazioni > Privacy e sicurezza e togli i permessi alle app che non riconosci. 4. Tieni iOS aggiornato in Impostazioni > Generali > Aggiornamento software.

Cosa fare se hai un Android

1. Fermati qualche secondo prima di dare dati o codici a una chat: se te li chiede, quasi sempre è una truffa. 2. Non aprire assistenti o chatbot tramite link ricevuti via SMS, WhatsApp o email: usa solo l’app ufficiale che hai installato tu o il sito ufficiale digitato a mano. 3. Controlla i permessi delle app in Impostazioni > App > [nome app] > Autorizzazioni e togli l’accesso ai dati sensibili alle app che non conosci. 4. Tieni il telefono aggiornato in Impostazioni > Aggiornamento software o Sistema > Aggiornamento di sistema.

Cosa NON fare

– Non condividere informazioni personali, password o codici con chatbot o assistenti di cui non conosci la provenienza. – Non dare il consenso automatico a tutte le richieste di raccolta dati delle app senza leggere. – Non usare la stessa password per più servizi. – Non cliccare su link inviati da chatbot o messaggi sospetti o non verificati.