Truffa WhatsApp pedaggio autostradale non pagato: attento

Cosa sta succedendo

Stai ricevendo messaggi su WhatsApp da numeri stranieri che ti dicono di aver saltato un pagamento autostradale e che devi regolarizzare subito cliccando su un link. Il messaggio sembra ufficiale, magari cita Autostrade per l’Italia o Telepass, ma è completamente falso. È come se qualcuno ti mandasse una finta multa: l’obiettivo è farti cliccare su quel link, portarti su una pagina truffa e rubarti i dati della carta di credito o farti pagare un ‘bollettino’ inesistente. Autostrade e Telepass non contattano i clienti tramite WhatsApp per i pagamenti.

Esempio concreto

Lucia, 62 anni, riceve su WhatsApp un messaggio da un numero con prefisso +1 (americano): ‘Gentile utente, risulta un mancato pagamento pedaggi del 15/05/2026 di 3,50 euro. Per evitare sanzioni clicchi entro 24 ore su: autostrade-pagamento-it.com’. Lucia pensa di aver davvero dimenticato un pagamento, clicca, inserisce i dati della sua carta per pagare quei 3,50 euro e il giorno dopo trova un addebito di 890 euro sul conto. I 3,50 erano solo la scusa per rubare i dati della carta.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Non cliccare assolutamente sul link. Nota che i messaggi arrivano da numeri con prefissi esteri (+1, +44, +34 ecc.): Autostrade e Telepass non ti contattano mai così. 2. Blocca e segnala il numero: apri la chat su WhatsApp, tocca il nome del contatto in alto, scorri fino in fondo e tocca prima ‘Segnala’ e poi ‘Blocca’. 3. Se hai già cliccato e inserito dati bancari, chiama subito la tua banca (il numero è sul retro della carta) per bloccare la carta. Poi vai su Impostazioni > [tuo nome] > Password e sicurezza > Cambia password se hai inserito anche dati Apple. 4. Per verificare se hai davvero un pagamento autostradale in sospeso, vai direttamente sul sito ufficiale telepass.com o autostrade.it digitandolo tu stesso nel browser Safari, mai tramite link ricevuti.

Cosa fare se hai un Android

1. Non toccare il link nel messaggio. I messaggi legittimi di Autostrade o Telepass non arrivano mai su WhatsApp da numeri stranieri. 2. Blocca e segnala il numero direttamente da WhatsApp: apri la conversazione, tocca i tre puntini in alto a destra, seleziona ‘Altro’ e poi ‘Segnala’ e infine ‘Blocca’. 3. Se hai già inserito i dati della carta, chiama immediatamente il numero antifrode della tua banca per bloccare la carta. Poi controlla Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza per verificare accessi non autorizzati. 4. Per controllare eventuali pendenze autostradali reali, apri il browser Chrome e digita tu stesso telepass.com o autostrade.it senza usare link ricevuti via messaggio.

Cosa NON fare

  • Non cliccare mai su link ricevuti via WhatsApp o SMS che parlano di pedaggi, multe o sanzioni da pagare urgentemente
  • Non farti ingannare dall’importo piccolo (spesso 2-5 euro): è una tecnica deliberata per abbassare la tua guardia
  • Non fidarti di un messaggio solo perché usa nomi ufficiali come Autostrade, Telepass o Ministero dei Trasporti
  • Non inserire mai i dati della tua carta su siti raggiungibili solo tramite link ricevuto in un messaggio
  • Non ignorare il prefisso estero del numero: è un segnale chiarissimo che il messaggio è falso

Truffa WhatsApp pedaggio non pagato: come difendersi

Cosa sta succedendo

Su WhatsApp arriva un messaggio da un numero straniero (spesso con prefisso +1, +44 o simili) che ti avvisa di un pedaggio autostradale non pagato. Ti chiedono di cliccare un link per regolarizzare la situazione pagando una piccola cifra. Ma è tutto falso: quel link porta a un sito truffaldino che ruba i dati della tua carta. Funziona come una falsa multa messa sotto il tergicristallo, solo che arriva sul telefono.

Esempio concreto

Giuseppe riceve su WhatsApp da un numero con prefisso +44 questo messaggio: ‘Gentile utente, risulta un mancato pagamento del pedaggio del 12/05/2026 di €2,90. Evita sanzioni, regolarizza entro 24 ore: [link truffa]’. Giuseppe, pensando sia una piccola dimenticanza, clicca e inserisce i dati della sua Visa. Nei giorni successivi gli vengono sottratti centinaia di euro.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Non cliccare il link e non rispondere al messaggio. 2. Blocca il numero: apri la chat > tocca il numero in alto > scorri giù > Blocca contatto. 3. Segnala il numero a WhatsApp: nella stessa schermata tocca ‘Segnala’. 4. Se hai già inserito i dati della carta, chiama subito il numero antifrode della tua banca (trovi il numero sul retro della carta o sull’app) e chiedi il blocco immediato. 5. Per verificare se hai davvero pedaggi non pagati, vai solo sul sito ufficiale di Telepass (telepass.com) o Autostrade per l’Italia (autostrade.it) digitandolo tu nel browser, mai tramite link ricevuti.

Cosa fare se hai un Android

1. Non toccare il link nel messaggio. 2. Tieni premuto il messaggio in WhatsApp > tocca i tre puntini > Segnala. 3. Blocca il numero: apri la chat > tocca il nome/numero in alto > Blocca. 4. Se hai già cliccato e inserito dati, apri le Impostazioni del telefono > App > Browser (Chrome o altro) > Archiviazione > Cancella dati, per rimuovere eventuali cookie pericolosi. Poi contatta subito la banca. 5. Attiva le notifiche in tempo reale per i movimenti della carta tramite l’app della tua banca: così vedi subito se ci sono addebiti non autorizzati.

Cosa NON fare

  • Non cliccare il link anche se la cifra sembra piccola (2 o 3 euro): è un pretesto per rubare i dati della carta
  • Non fidarti del messaggio solo perché arriva su WhatsApp: chiunque può mandare messaggi da numeri esteri
  • Non inserire mai i dati della carta di credito su siti raggiunti tramite link in un messaggio
  • Non rispondere al messaggio cercando chiarimenti: confermeresti solo che il numero è attivo
  • Non aspettare giorni prima di chiamare la banca se hai già inserito i tuoi dati

Finti enti pubblici: messaggi che imitano INPS, Agenzia Entrate, Polizia

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio che sembra arrivare da un ente dello Stato: INPS che parla di un rimborso, Agenzia delle Entrate per una cartella, la Polizia per una multa o un’indagine, i Carabinieri. Ti chiedono di cliccare un link per ‘verificare’, ‘pagare’ o ‘ricevere un rimborso’. È una truffa: gli enti pubblici non mandano link di pagamento o richieste di dati via SMS o email. Il link serve solo a rubarti dati personali o soldi.

Esempio concreto

Arriva un SMS: ‘INPS: le spetta un rimborso di 487 euro. Per riceverlo inserisca i suoi dati qui: [link]’. Oppure: ‘Agenzia delle Entrate: ha una cartella non pagata. Eviti il pignoramento pagando qui: [link]’. La paura (‘pignoramento’, ‘indagine’) o la gioia (‘rimborso’) ti spingono a cliccare di getto. Sul sito falso inserisci dati personali, codice fiscale, a volte la carta. È fatta.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link. Gli enti pubblici comunicano per posta, PEC o tramite i loro siti e app ufficiali, mai con link via SMS. 2. Per INPS: apri l’app IO o vai su inps.it digitando l’indirizzo a mano in Safari. 3. Per Agenzia Entrate: usa il sito agenziaentrate.gov.it digitato a mano o l’app ufficiale. 4. Per una multa: verifica sul sito del Comune o della Polizia digitato a mano. 5. Nel dubbio chiedi a un familiare di fiducia o a un patronato/CAF prima di fare qualsiasi cosa.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link. Gli enti pubblici non mandano link di pagamento via SMS. 2. INPS: usa l’app IO o digita inps.it a mano in Chrome. 3. Agenzia Entrate: digita agenziaentrate.gov.it a mano o usa l’app ufficiale. 4. Multe: controlla sul sito ufficiale del Comune o della Polizia digitato a mano. 5. Nel dubbio fermati e chiedi a un familiare o a un patronato/CAF.

Cosa NON fare

– Non cliccare link che promettono rimborsi o minacciano pignoramenti o multe. – Non inserire codice fiscale, dati personali o della carta in pagine aperte da un link. – Non lasciarti guidare dalla paura o dalla fretta: è la tattica usata per farti sbagliare. – Non credere al mittente: scrivere ‘INPS’ o ‘Polizia di Stato’ nel messaggio è facilissimo per un truffatore. – Non pagare nulla ‘per sbloccare’ un rimborso: un rimborso vero non si paga mai per riceverlo.

Finti sondaggi, premi e buoni regalo

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio che dice che hai vinto un premio, un buono regalo o uno smartphone, oppure che ti invita a un breve sondaggio (di Decathlon, Generali, un supermercato noto) con un regalo alla fine. Per ‘riceverlo’ devi solo pagare poche spese di spedizione e inserire i dati della carta. È una truffa: il premio non esiste, e quei dati servono solo a rubarti i soldi o ad attivare abbonamenti nascosti.

Esempio concreto

Arriva un messaggio: ‘Complimenti! Sei stato selezionato per il sondaggio Decathlon. Completa 3 domande e ricevi un buono da 100 euro’. Rispondi alle domande, poi ti chiedono 1,95 euro di ‘spese di consegna’ con la carta. Inserisci i dati. Il buono non arriva mai, e sulla carta compaiono addebiti ricorrenti che non avevi autorizzato.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link e non completare il sondaggio. 2. Ricorda la regola d’oro: non si vince a un concorso a cui non si è partecipato. 3. Le aziende vere non chiedono i dati della carta per consegnarti un premio gratuito. 4. Se vuoi verificare una promozione, vai sul sito ufficiale del marchio digitato a mano in Safari. 5. Se hai inserito i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e controlla o blocca eventuali addebiti ricorrenti.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link né completare il sondaggio. 2. Non si vince un premio per un concorso a cui non si è iscritti. 3. Nessuna azienda seria chiede i dati della carta per un premio ‘gratis’. 4. Verifica le promozioni solo sul sito ufficiale del marchio digitato a mano in Chrome. 5. Se hai dato i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e blocca addebiti sospetti.

Cosa NON fare

– Non pagare ‘spese di spedizione’ per un premio che dici di aver vinto. – Non inserire i dati della carta per ricevere qualcosa di ‘gratuito’. – Non completare sondaggi che promettono premi in cambio dei tuoi dati. – Non fidarti del logo del marchio: chiunque può copiarlo. – Non condividere il messaggio con amici e parenti ‘per partecipare insieme’: diffonderesti la truffa.