Finte email: la tua casella è piena o sta per scadere

Cosa sta succedendo

Ricevi un’email che dice che la tua casella di posta è piena, sta per scadere, o che devi ‘riconfermare la password’ per non perdere i messaggi. C’è un pulsante o un link per ‘verificare l’account’. È una truffa: serve a rubarti la password della tua email. E l’email è la chiave di tutto: con quella i truffatori possono reimpostare le password di banca, social e acquisti, perché i codici di recupero arrivano proprio lì.

Esempio concreto

Arriva un’email che sembra del tuo provider (Aruba, Outlook, Libero): ‘La tua casella ha raggiunto il limite. Verifica entro 24 ore o perderai i messaggi: [Verifica ora]’. Clicchi, vedi una pagina di accesso identica a quella vera, inserisci email e password. Da quel momento i truffatori leggono la tua posta e possono entrare nei tuoi altri account.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il pulsante o il link nell’email. 2. Per controllare la casella, apri l’app di posta o vai sul sito del tuo provider (es. aruba.it) digitato a mano in Safari. 3. I provider seri non chiedono di reinserire la password tramite un link via email. 4. Attiva la verifica in due passaggi sulla tua email per proteggerla. 5. Se hai già inserito la password: cambiala subito dal sito ufficiale e controlla che non siano stati toccati gli altri account collegati.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link nell’email. 2. Controlla la casella solo dall’app di posta o dal sito del provider digitato a mano in Chrome. 3. Nessun provider serio chiede di ‘riconfermare la password’ via link. 4. Attiva la verifica in due passaggi sulla tua email. 5. Se hai inserito la password: cambiala subito dal sito ufficiale e verifica gli altri account collegati (banca, social).

Cosa NON fare

– Non cliccare link che dicono che la casella è piena o in scadenza. – Non reinserire mai la password della email tramite un link ricevuto via email. – Non farti mettere fretta dalle scadenze (‘entro 24 ore’). – Non usare la stessa password della email per banca e social. – Non ignorare il problema se hai cliccato: la email rubata apre la porta a tutto il resto.

Finti enti pubblici: messaggi che imitano INPS, Agenzia Entrate, Polizia

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio che sembra arrivare da un ente dello Stato: INPS che parla di un rimborso, Agenzia delle Entrate per una cartella, la Polizia per una multa o un’indagine, i Carabinieri. Ti chiedono di cliccare un link per ‘verificare’, ‘pagare’ o ‘ricevere un rimborso’. È una truffa: gli enti pubblici non mandano link di pagamento o richieste di dati via SMS o email. Il link serve solo a rubarti dati personali o soldi.

Esempio concreto

Arriva un SMS: ‘INPS: le spetta un rimborso di 487 euro. Per riceverlo inserisca i suoi dati qui: [link]’. Oppure: ‘Agenzia delle Entrate: ha una cartella non pagata. Eviti il pignoramento pagando qui: [link]’. La paura (‘pignoramento’, ‘indagine’) o la gioia (‘rimborso’) ti spingono a cliccare di getto. Sul sito falso inserisci dati personali, codice fiscale, a volte la carta. È fatta.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link. Gli enti pubblici comunicano per posta, PEC o tramite i loro siti e app ufficiali, mai con link via SMS. 2. Per INPS: apri l’app IO o vai su inps.it digitando l’indirizzo a mano in Safari. 3. Per Agenzia Entrate: usa il sito agenziaentrate.gov.it digitato a mano o l’app ufficiale. 4. Per una multa: verifica sul sito del Comune o della Polizia digitato a mano. 5. Nel dubbio chiedi a un familiare di fiducia o a un patronato/CAF prima di fare qualsiasi cosa.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link. Gli enti pubblici non mandano link di pagamento via SMS. 2. INPS: usa l’app IO o digita inps.it a mano in Chrome. 3. Agenzia Entrate: digita agenziaentrate.gov.it a mano o usa l’app ufficiale. 4. Multe: controlla sul sito ufficiale del Comune o della Polizia digitato a mano. 5. Nel dubbio fermati e chiedi a un familiare o a un patronato/CAF.

Cosa NON fare

– Non cliccare link che promettono rimborsi o minacciano pignoramenti o multe. – Non inserire codice fiscale, dati personali o della carta in pagine aperte da un link. – Non lasciarti guidare dalla paura o dalla fretta: è la tattica usata per farti sbagliare. – Non credere al mittente: scrivere ‘INPS’ o ‘Polizia di Stato’ nel messaggio è facilissimo per un truffatore. – Non pagare nulla ‘per sbloccare’ un rimborso: un rimborso vero non si paga mai per riceverlo.

Furto di account: finti messaggi WhatsApp, Facebook, iCloud

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio (su WhatsApp, via SMS o email) che dice che il tuo account sta per essere bloccato, che c’è stato un accesso strano, o un amico ti chiede ‘per favore mandami il codice che ti è arrivato’. È una truffa per rubarti l’account: WhatsApp, Facebook o il tuo ID Apple. Una volta dentro, i truffatori scrivono ai tuoi contatti fingendosi te e chiedono soldi, oppure bloccano le tue foto e i tuoi dati chiedendo un riscatto.

Esempio concreto

Un ‘amico’ su WhatsApp scrive: ‘Ciao, ti ho mandato per sbaglio un codice a 6 cifre, me lo rigiri?’. In realtà è un truffatore che ha già rubato l’account dell’amico e sta cercando di rubare anche il tuo: quel codice è quello che serve per entrare nel TUO WhatsApp. Se glielo mandi, perdi l’accesso e lui scrive a tutti i tuoi contatti chiedendo soldi a nome tuo.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON dare MAI a nessuno il codice di verifica a 6 cifre, nemmeno a un amico: serve solo a te per accedere. 2. Attiva la verifica in due passaggi su WhatsApp: Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi. 3. Per l’ID Apple attiva l’autenticazione a due fattori: Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza. 4. Se un account è stato rubato, recuperalo subito dall’app ufficiale e avvisa i contatti che potrebbero ricevere richieste a tuo nome. 5. Diffida dei messaggi che mettono fretta.

Cosa fare se hai un Android

1. NON dare MAI il codice di verifica a 6 cifre a nessuno, neanche a un amico. 2. Attiva la verifica in due passaggi su WhatsApp: Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi. 3. Proteggi l’account Google con la verifica in due passaggi: Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza. 4. Se ti rubano un account, recuperalo dall’app ufficiale e avvisa i contatti. 5. Diffida dei messaggi urgenti, anche se sembrano di un amico.

Cosa NON fare

– Non dare mai il codice di verifica a 6 cifre a nessuno, per nessun motivo. – Non cliccare link che dicono che il tuo account sarà bloccato. – Non fidarti di un messaggio solo perché arriva da un amico: il suo account potrebbe essere stato rubato. – Non mandare soldi o ricariche a chi te li chiede via chat senza prima sentirlo a voce. – Non riusare la stessa password su social, email e banca.

Finti sondaggi, premi e buoni regalo

Cosa sta succedendo

Ricevi un messaggio che dice che hai vinto un premio, un buono regalo o uno smartphone, oppure che ti invita a un breve sondaggio (di Decathlon, Generali, un supermercato noto) con un regalo alla fine. Per ‘riceverlo’ devi solo pagare poche spese di spedizione e inserire i dati della carta. È una truffa: il premio non esiste, e quei dati servono solo a rubarti i soldi o ad attivare abbonamenti nascosti.

Esempio concreto

Arriva un messaggio: ‘Complimenti! Sei stato selezionato per il sondaggio Decathlon. Completa 3 domande e ricevi un buono da 100 euro’. Rispondi alle domande, poi ti chiedono 1,95 euro di ‘spese di consegna’ con la carta. Inserisci i dati. Il buono non arriva mai, e sulla carta compaiono addebiti ricorrenti che non avevi autorizzato.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link e non completare il sondaggio. 2. Ricorda la regola d’oro: non si vince a un concorso a cui non si è partecipato. 3. Le aziende vere non chiedono i dati della carta per consegnarti un premio gratuito. 4. Se vuoi verificare una promozione, vai sul sito ufficiale del marchio digitato a mano in Safari. 5. Se hai inserito i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e controlla o blocca eventuali addebiti ricorrenti.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link né completare il sondaggio. 2. Non si vince un premio per un concorso a cui non si è iscritti. 3. Nessuna azienda seria chiede i dati della carta per un premio ‘gratis’. 4. Verifica le promozioni solo sul sito ufficiale del marchio digitato a mano in Chrome. 5. Se hai dato i dati della carta: chiama la banca col numero sul retro della carta e blocca addebiti sospetti.

Cosa NON fare

– Non pagare ‘spese di spedizione’ per un premio che dici di aver vinto. – Non inserire i dati della carta per ricevere qualcosa di ‘gratuito’. – Non completare sondaggi che promettono premi in cambio dei tuoi dati. – Non fidarti del logo del marchio: chiunque può copiarlo. – Non condividere il messaggio con amici e parenti ‘per partecipare insieme’: diffonderesti la truffa.

Truffa SMS del pedaggio autostradale falso

Cosa sta succedendo

Ti arriva un SMS che dice che non hai pagato un pedaggio autostradale e ti chiede di cliccare un link per pagare. Ma è una truffa. Il link ti porta a un sito finto che copia il vero gestore autostradale, e lì ti chiedono di inserire i dati della tua carta di credito per rubarli. I truffatori useranno questi dati per fare acquisti al tuo posto o svuotare il tuo conto.

Esempio concreto

Ricevi un SMS: ‘Salve, pedaggio non pagato sulla A1. Clicca qui per regolarizzare il pagamento: [link falso]’. Pensi sia vero, clicchi, e finisci su una pagina che sembra la vera autostrada. Inserisci numero carta, scadenza e CVV. Dopo 24 ore scopri addebiti sospetti nel tuo conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. NON cliccare il link nell’SMS. 2. Apri Safari, vai sul sito ufficiale dell’autostrada (digita manualmente l’indirizzo, non usare link da SMS) e controlla se devi davvero soldi: nella barra di ricerca scrivi il nome del gestore autostradale. 3. Se hai già inserito i dati della carta, contatta subito la tua banca attraverso il numero scritto sul retro della carta (non quello nell’SMS). 4. Blocca la carta: chiama la banca e chiedi la disattivazione immediata e il controllo degli ultimi movimenti.

Cosa fare se hai un Android

1. NON cliccare il link nell’SMS. 2. Apri Chrome, vai sul sito ufficiale dell’autostrada (digita manualmente, non usare link da SMS) per verificare se devi davvero soldi: nella barra di ricerca scrivi il nome del gestore. 3. Se hai già inserito i dati della carta, contatta subito la tua banca al numero scritto sulla carta (non al numero dell’SMS). 4. Chiedi di bloccare immediatamente la carta e di controllare gli ultimi movimenti.

Cosa NON fare

– NON cliccare MAI link contenuti in SMS sospetti: gli SMS non sono un canale sicuro per transazioni bancarie. – NON inserire mai i dati della carta su siti raggiunti da SMS o email: le vere aziende non chiedono mai carte via messaggi. – NON fidarti di SMS che creano fretta o paura (‘Devi pagare subito!’). – NON cercare il numero della banca nell’SMS: potrebbe essere falso; usa sempre il numero stampato sulla carta vera. – NON condividere MAI il codice CVV o i dati della carta con nessuno, nemmeno se qualcuno dice di essere dalla banca.

Attacchi informatici contro sistemi di intelligenza artificiale

Cosa sta succedendo

Sempre più aziende usano assistenti automatici (i cosiddetti chatbot, cioè programmi che rispondono alle tue domande scritte come farebbe una persona). I truffatori sfruttano questa abitudine: creano finti assistenti o manipolano quelli veri per farti credere di parlare con la tua banca o con un servizio noto, mentre in realtà stanno cercando di rubarti dati personali, password e codici del conto. Il rischio per te non è tanto la tecnologia in sé, ma il fidarti di una chat che sembra ufficiale e non lo è.

Esempio concreto

Ricevi un messaggio o apri una pagina dove un chatbot si presenta come l’assistente della tua banca. Ti scrive con tono gentile e ti chiede di ‘verificare l’identità’ inserendo numero di conto, password o il codice ricevuto via SMS. Sembra tutto normale, ma dietro non c’è la banca: c’è un truffatore che, appena gli dai quei dati, può entrare nel tuo conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Prenditi qualche secondo prima di rispondere a qualsiasi chat che ti chiede dati personali o codici: nessuna banca vera te li chiede così. 2. Non fidarti di un assistente raggiunto tramite un link arrivato per SMS, WhatsApp o email: chiudilo e, se hai dubbi, apri tu l’app ufficiale della banca o cerca il numero ufficiale sul sito. 3. Controlla quali app hanno accesso ai tuoi dati in Impostazioni > Privacy e sicurezza e togli i permessi alle app che non riconosci. 4. Tieni iOS aggiornato in Impostazioni > Generali > Aggiornamento software.

Cosa fare se hai un Android

1. Fermati qualche secondo prima di dare dati o codici a una chat: se te li chiede, quasi sempre è una truffa. 2. Non aprire assistenti o chatbot tramite link ricevuti via SMS, WhatsApp o email: usa solo l’app ufficiale che hai installato tu o il sito ufficiale digitato a mano. 3. Controlla i permessi delle app in Impostazioni > App > [nome app] > Autorizzazioni e togli l’accesso ai dati sensibili alle app che non conosci. 4. Tieni il telefono aggiornato in Impostazioni > Aggiornamento software o Sistema > Aggiornamento di sistema.

Cosa NON fare

– Non condividere informazioni personali, password o codici con chatbot o assistenti di cui non conosci la provenienza. – Non dare il consenso automatico a tutte le richieste di raccolta dati delle app senza leggere. – Non usare la stessa password per più servizi. – Non cliccare su link inviati da chatbot o messaggi sospetti o non verificati.

Siti falsi nei risultati di ricerca con chatbot truffaldini

Cosa sta succedendo

I criminali creano siti web falsi che compaiono tra i primi risultati di Google quando cerchi un programma molto usato. Sembrano siti ufficiali, ma in realtà ti fanno scaricare un programma dannoso (un virus) che sfrutta di nascosto il tuo dispositivo per produrre criptovalute (moneta digitale) a vantaggio dei truffatori, rallentandolo molto. La novità è che ora questi siti aprono anche una finestra di chat con un finto assistente, che con tono gentile cerca di convincerti a scaricare il file infetto.

Esempio concreto

Cerchi su Google come scaricare un programma gratuito per modificare le foto. Clicchi sul primo risultato, che sembra il sito ufficiale. Si apre da sola una finestra di chat e un assistente virtuale ti saluta: ‘Ciao! Posso aiutarti a scaricare il programma più velocemente’. Ti propone un link diretto che, invece del programma vero, installa un virus che usa il tuo dispositivo per produrre criptovalute, facendolo diventare lento e surriscaldato.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Non cliccare sui link proposti dalle finestre di chat che si aprono da sole sui siti web: chiudile e basta. 2. Scarica le app solo dall’App Store ufficiale: è il modo più sicuro su iPhone. 3. Controlla sempre l’indirizzo del sito (l’URL in alto): deve corrispondere esattamente al nome ufficiale del programma o dell’azienda. 4. Se hai un dubbio, fermati qualche secondo: cerca tu il sito ufficiale dell’azienda invece di fidarti del primo risultato di Google.

Cosa fare se hai un Android

1. Non cliccare sui link proposti dalle finestre di chat che si aprono da sole sui siti: chiudile. 2. Scarica le app solo dal Google Play Store. Controlla che in Impostazioni l’opzione che permette di installare app da ‘origini sconosciute’ sia disattivata. 3. Tieni attiva la scansione delle app dannose di Google (Play Protect), che trovi nelle impostazioni di sicurezza. 4. Prima di scaricare un programma, cerca tu il sito ufficiale dell’azienda e scarica solo da lì, senza fidarti del primo risultato.

Cosa NON fare

– Non fidarti del primo risultato di ricerca senza controllare l’indirizzo del sito. – Non cliccare sui link suggeriti dalle chat che si aprono da sole sui siti, anche se sembrano utili. – Non scaricare programmi da siti con indirizzi strani o diversi da quelli ufficiali. – Non ignorare gli avvisi dell’antivirus o del browser. – Non installare programmi da fonti diverse dai negozi ufficiali (App Store o Play Store).

Inganno del riconoscimento facciale con intelligenza artificiale

Cosa sta succedendo

Alcuni telefoni si sbloccano inquadrando il tuo viso. I criminali usano programmi di intelligenza artificiale per modificare una tua foto (per esempio invecchiandola o ringiovanendola) e provare a ingannare questi sistemi. Attenzione però a distinguere: il Face ID degli iPhone è molto più sicuro perché legge il volto in tre dimensioni e una semplice foto non basta a ingannarlo. Alcuni telefoni Android più economici, invece, usano solo la normale fotocamera (immagine piatta, in due dimensioni) e possono essere più vulnerabili a questo trucco. Il consiglio resta lo stesso: per banca e pagamenti non affidarsi solo al volto.

Esempio concreto

Marco ha tante foto del suo viso sul profilo social. Un criminale ne scarica una, la modifica con un programma di intelligenza artificiale e prova a usarla per superare lo sblocco facciale del telefono o di un’app. Sui telefoni che leggono solo l’immagine piatta della fotocamera questo trucco può funzionare; sugli iPhone con Face ID, che legge la forma del volto in profondità, una foto non è sufficiente.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Il Face ID dell’iPhone legge il volto in 3D ed è difficile da ingannare con una foto: va bene tenerlo attivo. 2. Per le app più delicate (banca e pagamenti) usa SEMPRE anche il PIN o la password, oltre al Face ID. 3. Attiva l’autenticazione a due fattori (cioè un secondo codice oltre alla password) per gli account importanti: Impostazioni > il tuo nome > Password e sicurezza. 4. Controlla quali app vedono le tue foto in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Foto e togli l’accesso a quelle che non ne hanno bisogno.

Cosa fare se hai un Android

1. Se il tuo telefono si sblocca col volto usando solo la fotocamera normale, NON usarlo per le app bancarie: per banca e pagamenti usa il PIN o l’impronta. Trovi le impostazioni in Impostazioni > Sicurezza (o Sicurezza e privacy) > Sblocco schermo. 2. Nelle app di pagamento imposta sempre una verifica in più (PIN o impronta) oltre al volto. 3. Attiva l’autenticazione a due fattori per il tuo account Google in Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza. 4. Controlla quali app accedono a fotocamera e foto in Impostazioni > App > Autorizzazioni e togli quelle non necessarie.

Cosa NON fare

– Non affidarti solo al riconoscimento del volto per banca e pagamenti: aggiungi sempre PIN o impronta. – Non lasciare il profilo social completamente pubblico con tante foto del tuo viso: limita chi può vederle. – Non dare a tutte le app il permesso di vedere fotocamera e foto. – Non usare la stessa password per più account, anche se hai lo sblocco col volto attivo.

Malware mascherati da servizi di Intelligenza Artificiale

Cosa sta succedendo

I truffatori stanno sfruttando la popolarità dell’Intelligenza Artificiale per ingannare le persone. Creano programmi pericolosi che si fingono servizi IA famosi e affidabili, come ChatGPT o altri assistenti virtuali. Quando li scarichi pensando di ottenere un aiuto, in realtà installi un programma nocivo (chiamato virus o “malware”) che può rubare i tuoi dati personali, leggere i tuoi messaggi o danneggiare il telefono.

Esempio concreto

Ricevi un messaggio WhatsApp da un amico che ti dice di aver trovato una nuova app IA gratuita che scrive messaggi perfetti. Clicchi sul link, scarichi l’app che sembra professionale, ma in realtà è un programma nocivo che inizia a leggere tutti i tuoi messaggi e i tuoi contatti per rivenderli ai criminali. Spesso anche l’amico è stato ingannato e ti gira il link in buona fede, senza sapere che è una truffa.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Scarica le app solo dall’App Store ufficiale (l’icona azzurra con la “A”), cercandole tu stesso e non tramite link ricevuti. 2. Prima di installare, controlla le recensioni e quante persone l’hanno scaricata: poche recensioni o download sono un campanello d’allarme. 3. Verifica che non ci siano app strane installate andando su Impostazioni > Generali > VPN e gestione dispositivo. 4. Tieni sempre aggiornato il telefono da Impostazioni > Generali > Aggiornamento Software. 5. Se hai un dubbio, fermati qualche secondo e chiedi a una persona di fiducia prima di scaricare.

Cosa fare se hai un Android

1. Scarica le app solo dal Google Play Store ufficiale, mai da link o siti web esterni. 2. Controlla che sia disattivata l’installazione da fonti non ufficiali: vai in Impostazioni > Sicurezza (o App) e assicurati che l’opzione per installare app da fonti sconosciute sia spenta. 3. Controlla le app installate in Impostazioni > App e rimuovi quelle che non riconosci o che ti sembrano sospette. 4. Tieni aggiornato il telefono in Impostazioni > Sistema > Aggiornamento di sistema. 5. Se hai un dubbio, fermati qualche secondo e chiedi a una persona di fiducia prima di scaricare.

Cosa NON fare

– Non scaricare app IA da link ricevuti via WhatsApp, email o social, anche se te li manda un amico. – Non installare programmi IA da siti web sconosciuti, anche se sembrano professionali. – Non dare mai le tue password o i tuoi dati personali a presunte app IA gratuite. – Non cliccare su pubblicità che promettono IA miracolose o troppo convenienti. – Non ignorare gli avvisi di sicurezza del telefono quando installi un’app esterna.

Attacco ai router Huawei con blackout totale delle comunicazioni

Cosa sta succedendo

I criminali informatici hanno trovato un punto debole in alcuni router Huawei (le scatole che portano internet in casa) e lo hanno sfruttato per mandare in tilt le comunicazioni del Lussemburgo: ospedali, banche e negozi sono rimasti senza connessione per ore. L’attacco ha colpito soprattutto grandi apparati professionali, ma molte persone hanno in casa router Huawei che potrebbero avere debolezze simili. Tenere il router aggiornato e protetto riduce molto il rischio.

Esempio concreto

Immagina di svegliarti e scoprire che il WiFi di casa non funziona e il telefono non riesce a collegarsi. È quello che è successo in Lussemburgo: qualcuno ha attaccato i router che gestiscono internet del paese e tutto si è bloccato per ore. A casa il rischio non è restare senza linea, ma che un router non aggiornato venga usato dai criminali per spiare o dirottare la tua connessione.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

Il controllo va fatto sul router, non sull’iPhone. 1. Guarda la marca scritta sulla scatola del router o cerca il nome della tua rete WiFi: se è un modello Huawei, vale la pena controllarlo. 2. Spegni e riaccendi il router staccando la spina per circa 30 secondi: spesso questo aiuta a riapplicare le protezioni. 3. Apri l’app del tuo operatore (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, ecc.) o l’app del router e controlla se c’è un aggiornamento del firmware disponibile, e installalo. 4. Se non te la senti, chiama il numero ufficiale del tuo operatore (cercalo tu, non da messaggi ricevuti) e chiedi se il tuo router è coinvolto.

Cosa fare se hai un Android

Il controllo va fatto sul router, non sul telefono Android. 1. Verifica la marca del router leggendola sull’etichetta dell’apparecchio: se è Huawei, controllalo con attenzione. 2. Spegni e riaccendi il router staccando la spina per circa 30 secondi. 3. Apri l’app del tuo operatore telefonico o l’app del router e installa eventuali aggiornamenti del firmware disponibili. 4. Cambia la password di accesso al router se è ancora quella di fabbrica. 5. In caso di dubbi, chiama il numero ufficiale del tuo operatore (cercalo tu) e chiedi conferma.

Cosa NON fare

  • Non ignorare le notifiche di aggiornamento del router, anche se sembrano complicate.
  • Non lasciare la password di accesso al router quella di fabbrica (tipo admin/admin).
  • Non rimandare gli aggiornamenti di sicurezza del telefono e del router.
  • Non usare reti WiFi pubbliche per operazioni bancarie o riservate.
  • Non dare retta a finti tecnici che ti chiamano dicendo che il tuo router è infetto e ti chiedono dati o accessi: contatta tu il tuo operatore al numero ufficiale.