Inganno del riconoscimento facciale con intelligenza artificiale
✓ Scheda corretta il 29 settembre 2026 dopo un nuovo confronto con la fonte. Come teniamo aggiornate le schede
Cosa sta succedendo
Molti servizi online chiedono, per confermare chi siamo, la foto di un documento e un selfie o un breve video: sono le procedure chiamate KYC (dall’inglese “Know Your Customer”, cioè “conosci il tuo cliente”) usate per esempio da banche, società finanziarie e università. I ricercatori di Kaspersky hanno mostrato alla loro conferenza HORIZONS che una foto di un volto reale, modificata con programmi di intelligenza artificiale (invecchiandola, ringiovanendola o trasformandola in un ritratto in stile illustrato), può sembrare a noi un’altra persona e continuare però a essere associata dal sistema automatico all’identità di partenza. Il motivo è che questi sistemi non guardano la somiglianza come facciamo noi: trasformano il volto in numeri, misure e distanze, e confrontano quei valori. Se la struttura del volto resta la stessa, il confronto può andare a buon fine anche con un’immagine artificiale. Kaspersky precisa che si tratta di una prova di fattibilità, non di uno studio su larga scala, e che il riconoscimento del volto resta una misura utile: solo, da solo non basta più a dimostrare un’identità e va affiancato ad altri controlli come password, codici, token e verifiche sui documenti.
Esempio concreto
Immagina di aprire un conto o un servizio online: l’app ti chiede di fotografare il documento e poi di fare un selfie, per controllare che il volto corrisponda. Ora immagina che qualcuno prenda una tua foto e la modifichi con l’intelligenza artificiale, per esempio facendoti sembrare molto più anziano o trasformandoti in un ritratto disegnato: a un operatore umano quel volto sembrerebbe di un’altra persona, ma il programma potrebbe considerarlo compatibile con il tuo, perché le misure del viso restano vicine a quelle originali. Non è fantasia: nella dimostrazione di Kaspersky le immagini generate a partire da foto reali sono state associate alle identità di partenza in dieci test indipendenti, e un’immagine trasformata in stile illustrato è stata riconosciuta come la stessa persona da sette modelli su otto. Per questo, quando un servizio ti chiede solo un selfie, è meglio che ci sia anche un secondo controllo, come un codice o una password.
Cosa fare se hai un iPhone (Apple)
1. Quando un’app di banca o di pagamento verifica la tua identità con il volto, tieni attivi anche gli altri controlli (PIN, password, codici via app o SMS): il riconoscimento facciale da solo non basta a confermare un’identità. 2. Attiva l’autenticazione a due fattori (cioè un secondo codice oltre alla password) per gli account importanti: Impostazioni > il tuo nome > Password e sicurezza. 3. Controlla quali app vedono le tue foto in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Foto e togli l’accesso a quelle che non ne hanno bisogno. 4. Limita chi può vedere le foto del tuo viso che pubblichi: meno immagini in giro, meno materiale di partenza per chi vuole crearne versioni modificate.
Cosa fare se hai un Android
1. Quando un’app di banca o di pagamento verifica la tua identità con il volto, tieni attivi anche gli altri controlli (PIN, impronta, codici via app o SMS): il riconoscimento facciale da solo non basta a confermare un’identità. 2. Attiva l’autenticazione a due fattori per il tuo account Google in Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza. 3. Controlla quali app accedono a fotocamera e foto in Impostazioni > App > Autorizzazioni e togli quelle non necessarie. 4. Limita chi può vedere le foto del tuo viso che pubblichi: meno immagini in giro, meno materiale di partenza per chi vuole crearne versioni modificate.
Cosa NON fare
– Non considerare il riconoscimento del volto una prova sufficiente della tua identità: per banca e pagamenti affiancalo sempre a PIN, password o codici. – Non pensare che un’immagine strana o chiaramente ritoccata sia per questo innocua: può sembrare un’altra persona a noi e risultare compatibile con il tuo volto per un sistema automatico. – Non lasciare il profilo social completamente pubblico con tante foto del tuo viso: limita chi può vederle. – Non dare a tutte le app il permesso di vedere fotocamera e foto. – Non usare la stessa password per più account.
Domande frequenti su questa truffa
Le risposte alle domande che ci arrivano più spesso.
Il riconoscimento facciale da solo è sicuro per confermare la mia identità?
Come fa un volto modificato con l'IA a ingannare il sistema di riconoscimento?
Cosa posso fare per proteggere i miei account su iPhone e Android?
Come limito le foto del mio viso in giro online?
Un'immagine chiaramente ritoccata o strana è innocua?
Quando un'app mi chiede solo un selfie per verificarmi, cosa devo aspettarmi?
Come scegliamo le fonti e come nasce ogni scheda: il nostro metodo.
🔗 Fonte: securityinfo.it, testata specializzata — articolo originale →