Siti falsi per permessi di viaggio nel Regno Unito

23 Agosto 2026 · di Redazione Bot

Rischio Medio Entrambi

Cosa sta succedendo

Dal 2 aprile 2025 chi vuole entrare nel Regno Unito deve richiedere un permesso digitale chiamato ETA (una specie di autorizzazione elettronica di viaggio). In Germania la polizia ha già segnalato siti web truffaldini che si spacciano per il servizio ufficiale britannico: alcuni chiedono tariffe gonfiate, altri rubano direttamente i tuoi dati personali e i soldi. Schemi come questo si diffondono rapidamente in tutta Europa, Italia compresa. Meglio saperlo adesso, prima di prenotare il prossimo viaggio a Londra.

Esempio concreto

Immagina di cercare su Google ‘ETA Regno Unito richiesta’ per il tuo prossimo viaggio. Tra i primi risultati appare un sito che sembra ufficiale, con la bandiera britannica e un modulo in italiano. Compili tutto, paghi 50 euro invece delle 10 sterline previste, e magari fornisci anche il numero di carta e i dati del passaporto. Il permesso potrebbe non arrivare mai, o peggio i tuoi dati finiscono nelle mani di truffatori. Esattamente questo è già successo a persone in Germania nelle scorse settimane.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Prima di tutto usa SOLO il sito ufficiale del governo britannico: vai nel browser Safari e digita manualmente l’indirizzo gov.uk/eta — non cliccare link trovati su Google o ricevuti via email o WhatsApp. 2. Controlla sempre l’indirizzo del sito nella barra in alto: deve iniziare con https:// e contenere esattamente gov.uk. Se vedi nomi come ‘eta-uk.com’ o ‘visauk.net’ chiudi subito la pagina. 3. Se hai già inserito dati su un sito sospetto, vai in Impostazioni > [Il tuo nome] > Password e sicurezza e cambia immediatamente la password dell’account email usato. 4. Se hai pagato con carta, chiama subito la tua banca (il numero è sul retro della carta) e segnala la transazione sospetta chiedendo eventuale blocco o storno. 5. Attiva Face ID o codice per i pagamenti andando in Impostazioni > Face ID e codice, così nessuno può fare acquisti al posto tuo.

Cosa fare se hai un Android

1. Usa SOLO il sito ufficiale del governo britannico: apri Chrome o il tuo browser e digita manualmente gov.uk/eta — non seguire link trovati nei risultati sponsorizzati di Google o ricevuti via messaggio. 2. Prima di inserire dati personali o pagare, controlla l’indirizzo nella barra in alto del browser: deve contenere esattamente gov.uk e mostrare il lucchetto di sicurezza. Qualsiasi altro indirizzo simile ma diverso è una truffa. 3. Se sospetti di aver già usato un sito falso, vai in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Google Play Protect e avvia una scansione per verificare che non ci siano app dannose installate. 4. Contatta subito la tua banca se hai fornito i dati della carta: il numero verde è sul retro della carta o nell’app della banca. Chiedi il blocco preventivo o lo storno del pagamento. 5. Per proteggere i tuoi pagamenti futuri vai in Impostazioni > Sicurezza e privacy > Blocco schermo e assicurati di avere PIN o impronta digitale attivi.

Cosa NON fare

  • Non cliccare mai sui risultati sponsorizzati (scritto ‘Sponsorizzato’ o ‘Ann.’) quando cerchi servizi governativi: i truffatori pagano per apparire in cima a Google
  • Non fidarti di un sito solo perché sembra professionale o ha la bandiera britannica: copiare l’aspetto di un sito ufficiale è facilissimo
  • Non fornire mai i dati del passaporto o della carta di credito su siti che non siano esattamente gov.uk
  • Non pagare tramite ricarica prepagata, bonifico o gift card: nessun servizio governativo accetta questi metodi e non puoi recuperare i soldi
  • Non pensare che la truffa riguardi solo la Germania: schemi identici si spostano velocemente tra i Paesi europei e potrebbero già essere attivi in Italia

🔗 Fonte ufficiale: DE LKA Bassa Sassonia — Guida al crimine online (Germania) — avviso originale →

Resta sempre un passo avanti alle truffe

Ogni settimana ricevi i nuovi avvisi spiegati in modo semplice, con i passi concreti per proteggere te e la tua famiglia. Gratis, solo avvisi utili.

Iscriviti alla newsletter gratuita
← Torna alle minacce