Navigazione non protetta su reti Wi-Fi pubbliche senza VPN

Cosa sta succedendo

Quando ti colleghi al Wi-Fi gratuito di un bar, aeroporto, hotel o centro commerciale, tutto quello che fai sul telefono può essere visto da altri. È come parlare ad alta voce in un posto affollato: chiunque può sentire. Una VPN è un programma che crea una specie di busta chiusa intorno alle tue comunicazioni: anche se qualcuno riesce ad intercettarle, non riesce a leggerle.

Esempio concreto

Sei in aeroporto e aspetti il tuo volo. Ti colleghi al Wi-Fi gratuito e controlli la tua email, magari accedi al sito della banca per vedere il saldo. Seduto vicino a te c’è qualcuno con un laptop che sta ascoltando tutto il traffico della rete. Senza protezione, potrebbe vedere le tue password e i tuoi dati personali come se stesse leggendo un foglio di carta.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Scarica una VPN affidabile: vai sull’App Store e cerca NordVPN, ProtonVPN o ExpressVPN. Scegli solo app con migliaia di recensioni positive. Evita VPN gratuite di sviluppatori sconosciuti.

2. Installa e attiva: dopo aver scaricato l’app, aprila, crea un account e premi il pulsante per connetterti. Vedrai apparire la scritta VPN in alto sullo schermo del tuo iPhone: significa che sei protetto.

3. Controlla che sia sempre attiva sulle reti pubbliche: vai in Impostazioni > VPN e verifica che lo stato mostri Connessa quando sei fuori casa.

4. Imposta la connessione automatica: dentro l’app VPN che hai scelto, cerca l’opzione Wi-Fi non sicuri o Connessione automatica e attivala, così si collegherà da sola ogni volta che usi un Wi-Fi pubblico.

5. A casa sulla tua rete di fiducia non è strettamente necessaria, ma lasciarla attiva non crea problemi.

Cosa fare se hai un Android

1. Scarica una VPN affidabile dal Play Store: cerca NordVPN, ProtonVPN o ExpressVPN. Controlla che abbiano molte recensioni e siano sviluppate da aziende conosciute. Evita app VPN gratuite di sviluppatori sconosciuti.

2. Installa e connettiti: apri l’app, registrati e tocca il pulsante Connetti. Quando la VPN è attiva vedrai una piccola icona a forma di lucchetto o la scritta VPN nella barra in alto del telefono.

3. Verifica lo stato della VPN: vai in Impostazioni > Connessioni (o Rete e Internet, a seconda del tuo telefono) > VPN per vedere le connessioni configurate e il loro stato.

4. Attiva la protezione automatica: nell’app VPN, cerca le impostazioni per la connessione automatica sulle reti Wi-Fi pubbliche o non sicure e abilitala.

5. Aggiorna regolarmente l’app VPN tramite Play Store > I miei giochi e app per avere sempre le ultime protezioni.

Cosa NON fare

  • Non usare mai VPN completamente gratuite e sconosciute: spesso sono loro stesse a raccogliere e vendere i tuoi dati, peggiorando la situazione.
  • Non dare per scontato che una rete Wi-Fi con password sia sicura: anche reti con password in hotel o centri commerciali possono essere rischiose.
  • Non accedere al sito della tua banca o fare acquisti online su Wi-Fi pubblico senza VPN attiva.
  • Non scaricare VPN fuori dall’App Store ufficiale o dal Play Store: potresti installare programmi pericolosi.
  • Non ignorare gli avvisi del tuo telefono che segnalano reti Wi-Fi non sicure.

Ricatto digitale: minaccia pubblicare foto se non paghi

Cosa sta succedendo

I criminali informatici hanno cambiato tattica: invece di bloccarti il telefono o il computer e chiederti un riscatto per sbloccarli, ora ti rubano silenziosamente foto, documenti e dati personali e poi ti minacciano di pubblicarli online se non paghi. È come se qualcuno entrasse in casa tua, fotografasse tutto senza toccare niente, e poi ti dicesse: ‘paga o mando le foto ai tuoi vicini’. Tu non te ne accorgi subito, il telefono funziona benissimo, ma i tuoi dati sono già nelle loro mani.

Esempio concreto

Maria, 62 anni, riceve una email da uno sconosciuto che dice di avere le sue foto di famiglia, i suoi documenti e persino le conversazioni WhatsApp. Le chiede 500 euro in buoni Amazon entro 48 ore, altrimenti manderà tutto ai suoi contatti. Maria non ha mai visto il suo telefono bloccarsi, tutto sembrava normale. Il criminale aveva installato mesi prima una app spia tramite un link ricevuto su WhatsApp, e nel frattempo aveva copiato tutto senza che lei se ne accorgesse.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla le app installate: vai su Impostazioni > Generali > Spazio iPhone e scorri la lista cercando app che non ricordi di aver installato tu. Se trovi qualcosa di sospetto, eliminala. 2. Revoca i permessi rischiosi: vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza e controlla una per una le sezioni Fotocamera, Microfono, Posizione e Contatti. Togli l’accesso a qualsiasi app che non ha motivo di averlo. 3. Attiva il Blocco comunicazioni sconosciute: vai su Impostazioni > Telefono > Silenzia chiamate sconosciute e attivalo. Per i messaggi vai su Impostazioni > Messaggi > Filtra mittenti sconosciuti. 4. Controlla gli accessi al tuo ID Apple: vai su Impostazioni > [Il tuo nome] e scorri verso il basso per vedere tutti i dispositivi collegati. Se ne vedi uno che non riconosci, toccalo e scegli Rimuovi dall’account. 5. Se hai ricevuto una minaccia: non pagare, fai uno screenshot e segnala subito alla Polizia Postale su www.commissariatodips.it

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla le app installate: vai su Impostazioni > App (o Gestione applicazioni su alcuni telefoni Samsung) e scorri tutta la lista. Cerca app con nomi strani o che non ricordi di aver installato. Toccale e scegli Disinstalla. 2. Revoca i permessi pericolosi: vai su Impostazioni > Privacy > Gestione permessi e controlla Fotocamera, Microfono, Posizione e Contatti. Rimuovi l’accesso a qualsiasi app sospetta o che non ha bisogno di quei dati. 3. Disattiva l’installazione da fonti sconosciute: vai su Impostazioni > Sicurezza e privacy > Installa app sconosciute e assicurati che sia disattivato per tutte le app, specialmente per browser e WhatsApp. 4. Controlla il tuo account Google: vai su Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > I tuoi dispositivi. Se vedi dispositivi o accessi che non riconosci, rimuovili subito. 5. Se hai ricevuto una minaccia: non pagare mai, conserva le prove e segnala alla Polizia Postale su www.commissariatodips.it

Cosa NON fare

  • Non pagare mai il riscatto: pagare non garantisce che i tuoi dati vengano davvero cancellati, anzi spesso i criminali tornano a chiedere altri soldi
  • Non rispondere ai messaggi di minaccia: rispondere conferma ai criminali che sei raggiungibile e disposto a trattare
  • Non cliccare su link ricevuti via WhatsApp, SMS o email da numeri o indirizzi che non conosci, anche se il messaggio sembra urgente o spaventoso
  • Non installare app scaricandole da link nei messaggi: usa sempre e solo App Store per iPhone o Google Play per Android
  • Non credere che il pericolo sia passato solo perché il telefono funziona bene: questa truffa è progettata proprio per non farsi notare

Dati SPID esposti, Lepida: cosa fare per proteggerti

Cosa sta succedendo

Lepida è una società pubblica che gestisce lo SPID, cioè il codice di identità digitale che usi per accedere ai siti della Pubblica Amministrazione come INPS o Agenzia delle Entrate. Il Garante della Privacy italiano l’ha sanzionata perché conservava troppi dati personali degli utenti, li teneva più a lungo del necessario e non li proteggeva nel modo giusto. In pratica, chi ti aveva affidato la gestione della tua identità digitale non rispettava le regole base di sicurezza.

Esempio concreto

Immagina di lasciare le chiavi di casa a un custode di fiducia, scoprendo poi che le conservava su un gancio in bella vista all’ingresso del palazzo, insieme a un foglio con il tuo nome, indirizzo e numero di telefono. Non è che qualcuno ti ha sicuramente derubato, ma la tua sicurezza era a rischio senza che tu lo sapessi. Ecco cosa è successo con i dati SPID di Lepida: non c’è stato un furto confermato, ma le informazioni non erano custodite come meritavano.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla quali app usano il tuo SPID: vai su Safari o qualsiasi browser, accedi al sito ufficiale del tuo gestore SPID (es. lepida.it o poste.it) e verifica gli accessi recenti dalla sezione ‘Storico accessi’ o ‘I miei accessi’. 2. Cambia la password del tuo account SPID: apri Safari, vai sul sito del tuo gestore SPID, cerca la sezione ‘Profilo’ o ‘Sicurezza’ e scegli una password nuova lunga almeno 12 caratteri con lettere, numeri e simboli. 3. Attiva l’autenticazione a due fattori sul tuo SPID: nel sito del gestore, cerca ‘Sicurezza’ o ‘Autenticazione’ e attiva la verifica via SMS o app, così anche se qualcuno conosce la tua password non può entrare senza il tuo telefono. 4. Controlla le notifiche di accesso: nelle impostazioni del profilo SPID, verifica che sia attivo l’invio di email o SMS ogni volta che qualcuno usa il tuo SPID per accedere a un servizio.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla gli accessi al tuo SPID: apri Chrome o qualsiasi browser, vai sul sito ufficiale del tuo gestore SPID e cerca la sezione ‘Storico accessi’ o ‘Accessi effettuati’ per vedere se ci sono attività che non riconosci. 2. Aggiorna la password del tuo SPID: sempre dal browser, entra nel tuo profilo SPID, vai su ‘Impostazioni account’ o ‘Modifica password’ e crea una nuova password robusta, diversa da quelle che usi altrove. 3. Attiva la verifica in due passaggi: nel menu ‘Sicurezza’ del tuo gestore SPID, attiva la conferma via SMS ogni volta che accedi, in modo da ricevere un codice sul telefono che nessun altro può vedere. 4. Tieni aggiornata l’app del tuo gestore SPID se ce l’hai installata: vai su Play Store, cerca il nome dell’app (es. ‘Lepida ID’ o ‘PosteID’) e premi ‘Aggiorna’ se disponibile, perché gli aggiornamenti correggono spesso problemi di sicurezza.

Cosa NON fare

  • Non usare la stessa password dello SPID anche per email, social network o home banking: se una viene scoperta, tutte le altre sono a rischio
  • Non ignorare le email ufficiali del tuo gestore SPID che ti avvisano di accessi o modifiche al tuo account
  • Non cliccare su link che ti arrivano via SMS o email con scritto ‘Aggiorna il tuo SPID’ senza verificare prima che siano davvero del tuo gestore ufficiale: potrebbero essere truffe che imitano le comunicazioni reali
  • Non pensare che siccome è un ente pubblico sia automaticamente tutto sicuro: anche le organizzazioni affidabili possono commettere errori nella gestione dei dati
  • Non trascurare di controllare ogni tanto lo storico degli accessi del tuo SPID: è il modo più semplice per accorgerti subito se qualcuno lo sta usando al posto tuo

Furto dati: attenti alla truffa SMS rimborso Trenitalia

Cosa sta succedendo

Qualcuno ha fatto irruzione nei sistemi informatici di Trenitalia e ha rubato i dati personali di alcuni clienti legati ai biglietti acquistati. Non sono stati rubati né le password né i dati della carta di credito, ma i criminali ora sanno dove e quando hai viaggiato. Con queste informazioni possono costruire messaggi falsi molto credibili, ad esempio un SMS che sembra davvero di Trenitalia perché cita la tua tratta reale, ma che in realtà è una truffa per rubarti ulteriori dati o denaro.

Esempio concreto

Immagina di ricevere un messaggio sul telefono che dice: ‘Gentile cliente, il suo biglietto Roma-Milano del 15 luglio è stato annullato. Clicchi qui per il rimborso di 45 euro.’ Il messaggio sembra autentico perché cita esattamente il tuo viaggio reale. Ma è una truffa: quel link porta a un sito falso che ti chiederà i dati della carta per accreditarti il rimborso, e invece ti svuoterà il conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Non cliccare su nessun link ricevuto via SMS o email che sembri provenire da Trenitalia: apri sempre il sito ufficiale digitando trenitalia.com direttamente nel browser Safari oppure usa l’app ufficiale scaricata dall’App Store. 2. Controlla le email sospette: in iPhone apri il messaggio e tocca il nome del mittente in alto per vedere l’indirizzo email reale. Se non finisce in @trenitalia.com o @ferroviedellostato.it, è falso. 3. Attiva gli avvisi di spesa sulla tua carta: vai nelle impostazioni della tua app bancaria e abilita le notifiche per ogni transazione, così ti accorgi subito di movimenti non autorizzati. 4. Se hai un account Trenitalia, cambia la password andando su trenitalia.com, accedendo alla tua area personale e cercando la voce Modifica password. Scegli una password nuova che non usi su altri siti.

Cosa fare se hai un Android

1. Non cliccare su nessun link ricevuto via SMS o email che sembri provenire da Trenitalia: apri sempre il sito ufficiale digitando trenitalia.com nel browser Chrome oppure usa l’app ufficiale scaricata dal Play Store. 2. Controlla le email sospette: apri Gmail o la tua app email, tocca il nome del mittente per vedere l’indirizzo completo. Se non finisce in @trenitalia.com o @ferroviedellostato.it, è falso. 3. Attiva gli avvisi di spesa sulla tua carta: apri l’app della tua banca, vai in Impostazioni o Notifiche e abilita gli avvisi per ogni pagamento effettuato. 4. Se hai un account Trenitalia, cambia la password andando su trenitalia.com, accedendo alla tua area personale e cercando la voce Modifica password. Scegli una password nuova che non usi su altri siti.

Cosa NON fare

  • Non cliccare mai su link in SMS o email che parlano di rimborsi, annullamenti o promozioni Trenitalia, anche se citano dettagli reali del tuo viaggio
  • Non chiamare numeri di telefono trovati in questi messaggi sospetti: i truffatori possono fingersi operatori Trenitalia
  • Non fornire mai i dati della tua carta di credito o del conto bancario per ricevere un rimborso: Trenitalia non li chiede via SMS o email
  • Non ignorare il problema pensando che tanto non sono stati rubati i dati della carta: le informazioni sui tuoi viaggi bastano per costruire truffe molto convincenti
  • Non usare la stessa password di Trenitalia anche su altri siti come email o home banking

Cosa fare dopo violazione dati personali (Data Breach)

Cosa sta succedendo

Un data breach è come se qualcuno scassinasse il caveau di un’azienda e rubasse i tuoi dati personali: nome, email, password, numero di telefono o persino dati bancari. Non è colpa tua: succede quando un’azienda o un servizio online che usi viene attaccato da criminali informatici. Il problema è che spesso lo scopri settimane o mesi dopo, quando i tuoi dati sono già in circolazione.

Esempio concreto

Immagina di essere cliente di una farmacia online o di un negozio di abbigliamento su internet. Un giorno quella società subisce un attacco e i dati di milioni di clienti vengono copiati e messi in vendita sul dark web (mercati illegali nascosti su internet). Qualche mese dopo ricevi email strane a tuo nome, o peggio, qualcuno prova ad aprire un conto corrente con i tuoi dati. Ecco cosa può succedere dopo un data breach.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se le tue password sono state compromesse: vai su Impostazioni > Password. iPhone ti mostra un avviso con il simbolo del triangolo giallo accanto alle password coinvolte in violazioni note. Cambia subito quelle segnalate. 2. Attiva il monitoraggio delle violazioni dati: vai su Impostazioni > Password > Raccomandazioni sicurezza per ricevere avvisi automatici quando una tua password risulta coinvolta in una violazione nota. 3. Cambia subito la password dell’account violato: apri l’app del servizio interessato o vai su Safari, accedi alle impostazioni del tuo profilo e scegli una password nuova e unica (non usare la stessa che usi altrove). 4. Attiva la verifica in due passaggi dove possibile: per esempio su Gmail vai nelle impostazioni dell’app > Il tuo account Google > Sicurezza > Verifica in due passaggi. Significa che anche se qualcuno ha la tua password, non può entrare senza il codice che arriva sul tuo telefono.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla se le tue password sono state compromesse: vai su Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > Gestione password. Android ti avvisa se una tua password risulta coinvolta in una violazione nota. 2. Usa il Controllo sicurezza di Google: vai su Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > Controllo sicurezza. Ti mostra in un colpo solo quali account sono a rischio e cosa fare. 3. Cambia la password dell’account violato immediatamente: accedi al sito o all’app del servizio coinvolto, vai nelle impostazioni del profilo e crea una nuova password diversa da tutte le altre che usi. 4. Attiva la verifica in due passaggi: vai su Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > Verifica in due passaggi e segui le istruzioni. In questo modo anche se qualcuno conosce la tua password non può accedere al tuo account.

Cosa NON fare

  • Non ignorare le email di avviso che arrivano da un’azienda che ti informa di una violazione: anche se sembrano strane, spesso sono legittime e contengono istruzioni importanti.
  • Non usare la stessa password su più siti: se viene rubata una, i criminali la provano su tutti gli altri servizi (banca, email, social).
  • Non aspettare settimane prima di cambiare le password: ogni giorno di ritardo è tempo in più che i tuoi dati circolano nelle mani sbagliate.
  • Non cliccare su link nelle email che ti dicono che il tuo account è stato violato senza verificare: potrebbe essere una truffa. Vai direttamente sul sito ufficiale digitando l’indirizzo nel browser.
  • Non sottovalutare la violazione pensando che i tuoi dati non valgano nulla: anche solo nome, email e telefono possono essere usati per truffarti o impersonarti.

Furto di dati sanitari personali

Cosa sta succedendo

Le tue informazioni mediche, come diagnosi, farmaci che prendi e risultati degli esami, sono conservate in computer dagli ospedali e dalle ASL. Questi archivi digitali, purtroppo, possono essere attaccati da criminali che rubano i dati per rivenderli o per ricattare le strutture sanitarie. I dati sulla salute valgono molto più di un numero di carta di credito, perché non cambiano mai nel tempo e possono essere usati per truffe molto sofisticate. Se ricevi un messaggio che conosce i tuoi dettagli medici, fermati 3 secondi e chiediti: me lo aspettavo? Qualcuno mi chiede di cliccare o pagare? Posso verificare chiamando il numero ufficiale? Quella pausa può farti evitare una truffa.

Esempio concreto

Immagina che il database del tuo ospedale venga violato. I criminali ottengono il tuo nome, codice fiscale, diagnosi e lista dei farmaci. Qualche mese dopo ricevi una email che sembra venire dal tuo medico o dalla tua ASL, con il tuo nome e dettagli accurati sulla tua salute, che ti chiede di cliccare un link per aggiornare i tuoi dati o pagare un ticket arretrato. Proprio perché i dettagli sono veri, la truffa sembra assolutamente credibile.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla cosa condividi con le app di salute: vai su Impostazioni > Salute > Accesso ai dati e dispositivi e rimuovi le app che non usi più o di cui non ti fidi.

2. Attiva il blocco con Face ID anche per i dati sanitari: vai su Impostazioni > Salute > tocca la tua foto in alto a destra > verifica che sia attivo il blocco con Face ID.

3. Controlla i tuoi account email collegati a servizi sanitari: vai su Impostazioni > Il tuo nome > Password e sicurezza e attiva l’autenticazione a due fattori per il tuo Apple ID, così anche se rubano la tua password non possono entrare.

4. Non salvare documenti medici (referti, ricette) nella galleria foto senza protezione: usa invece Note protette con password tramite Note > crea una nota > tocca il lucchetto in alto.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla le app che hanno accesso ai tuoi dati sulla salute: vai su Impostazioni > Privacy > Gestione autorizzazioni > Attività fisica oppure Salute e rimuovi l’accesso alle app che non usi.

2. Attiva il blocco schermo sicuro: vai su Impostazioni > Sicurezza e privacy > Blocco schermo e scegli PIN o impronta digitale, così nessuno può aprire il telefono se lo perdi.

3. Abilita la verifica in due passaggi per il tuo account Google, che spesso è collegato anche ai portali sanitari regionali: vai su Impostazioni > Google > Il tuo account Google > Sicurezza > Verifica in due passaggi e segui le istruzioni.

4. Controlla le app di fascicolo sanitario elettronico installate: vai su Impostazioni > App e verifica che siano aggiornate all’ultima versione, le versioni vecchie hanno spesso falle di sicurezza.

Cosa NON fare

  • Non inviare mai referti, risultati di esami o documenti medici tramite WhatsApp o email comune: questi sistemi non sono protetti come dovrebbero per dati così sensibili.
  • Non usare la stessa password del tuo account email per accedere al fascicolo sanitario elettronico o ai portali delle ASL.
  • Non cliccare su link ricevuti via SMS o email che ti chiedono di aggiornare i tuoi dati sanitari, anche se il messaggio conosce il tuo nome e i tuoi dettagli medici: chiama sempre il tuo medico o la ASL al numero ufficiale che trovi sul sito istituzionale, non sul messaggio ricevuto.
  • Non connetterti al portale della tua ASL o al fascicolo sanitario usando reti WiFi pubbliche (bar, aeroporti, ospedali): usa i dati del tuo telefono.
  • Non ignorare le comunicazioni ufficiali che ti informano di una violazione dei dati da parte di una struttura sanitaria: cambia subito le password indicate e monitora eventuali messaggi sospetti nei mesi successivi.

Furto di dati personali da fornitore di energia: attenzione alle truffe che seguono

Cosa sta succedendo

In Spagna, il fornitore di energia Endesa ha subito un attacco informatico: qualcuno è entrato nei loro sistemi senza permesso e ha rubato dati personali dei clienti, come nome, cognome, codice fiscale equivalente, indirizzo, numero di telefono, dettagli del contratto e in alcuni casi anche l’IBAN bancario. Le password di accesso non sono state compromesse. Schemi di questo tipo, una volta perfezionati altrove in Europa, arrivano spesso anche in Italia con modalità molto simili. Se hai ricevuto una comunicazione simile da un tuo fornitore italiano di energia o servizi, o se ricevi messaggi inaspettati che ti sembrano provenire da Enel, Eni, A2A o altri, tieniti in guardia: i tuoi dati potrebbero essere usati per costruire truffe molto convincenti.

Esempio concreto

Immagina di ricevere un SMS oppure una email che sembra arrivare da Enel o dal tuo fornitore di gas: ti dicono che hai una bolletta non pagata e ti chiedono di cliccare su un link per regolarizzare la situazione. Il messaggio sa già il tuo nome, il tuo indirizzo e magari gli ultimi quattro caratteri del tuo IBAN, quindi ti sembra affidabile. In realtà è una truffa costruita usando i dati rubati in una violazione come quella di Endesa in Spagna. Lo stesso schema è già stato usato in altri Paesi europei e potrebbe arrivare in Italia in qualsiasi momento.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Controlla se il tuo indirizzo email è finito in qualche violazione di dati nota: vai su haveibeenpwned.com dal browser Safari del tuo iPhone, inserisci la tua email e verifica. 2. Se ricevi email sospette da presunti fornitori di energia, non toccare nessun link: tieni premuto il mittente nella Mail di iPhone per vedere l’indirizzo reale, che spesso è strano o straniero. 3. Attiva le notifiche di accesso al tuo conto bancario: apri l’app della tua banca, vai in Impostazioni > Notifiche o Sicurezza e accendi gli avvisi per ogni movimento. 4. Se hai ricevuto comunicazione di una violazione da un tuo fornitore, cambia subito la password di quell’account: vai in Impostazioni > Password su iPhone per trovare tutte le password salvate e aggiornare quella interessata. 5. Attiva la verifica in due passaggi dove possibile: in Impostazioni > [Il tuo nome] > Accesso e sicurezza puoi proteggere il tuo ID Apple con un secondo codice.

Cosa fare se hai un Android

1. Controlla se la tua email è stata coinvolta in violazioni: apri Chrome sul tuo Android e vai su haveibeenpwned.com, inserisci il tuo indirizzo email. 2. Se ricevi SMS sospetti da presunti fornitori di energia, non cliccare su nessun link: per verificare il mittente reale, tieni premuto il messaggio nell’app Messaggi e seleziona Dettagli o Info mittente. 3. Attiva le notifiche della tua app bancaria: apri l’app della banca, vai in Impostazioni > Notifiche o Sicurezza e abilita gli avvisi per ogni operazione sul conto. 4. Se sospetti una violazione dei tuoi dati, cambia le password dei servizi coinvolti: vai in Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > Gestione password per aggiornare le credenziali salvate. 5. Attiva la verifica in due passaggi sul tuo account Google: vai in Impostazioni > Google > Gestisci il tuo account Google > Sicurezza > Verifica in due passaggi e segui le istruzioni.

Cosa NON fare

  • Non cliccare su link contenuti in email o SMS che parlano di bollette non pagate, rimborsi energetici o aggiornamenti del contratto, anche se il messaggio sembra conoscere i tuoi dati personali.
  • Non fornire mai il tuo IBAN, il numero della carta o le credenziali bancarie a chi ti contatta per telefono, SMS o email, anche se si presenta come il tuo fornitore di energia.
  • Non credere a un messaggio solo perché cita il tuo nome, indirizzo o altri tuoi dati: questi potrebbero essere stati rubati e usati apposta per sembrare credibili.
  • Non ignorare le comunicazioni ufficiali che arrivano per posta o email da parte del tuo fornitore che ti avvisano di una violazione: leggile con attenzione e segui le istruzioni indicate.
  • Non rimandare il controllo del tuo estratto conto bancario: nei mesi successivi a una violazione di dati è più facile che qualcuno tenti di usare il tuo IBAN per addebiti non autorizzati.

Intelligenze artificiali usate per spiare e raccogliere informazioni personali

Cosa sta succedendo

I criminali stanno usando programmi di intelligenza artificiale per raccogliere in automatico le informazioni personali che pubblichi su internet. È come avere un investigatore digitale che lavora giorno e notte per mettere insieme tutto quello che hai messo online: foto, luoghi, contatti, abitudini. Con questi dati poi costruiscono truffe su misura per te o cercano di rubarti l’identità, cioè di fingersi te.

Esempio concreto

Un truffatore usa l’intelligenza artificiale per analizzare il tuo profilo Facebook, le tue foto su Instagram e i tuoi post su LinkedIn. In pochi minuti scopre dove lavori, i nomi dei tuoi familiari e le tue abitudini. Poi ti chiama fingendosi un impiegato della tua banca e, conoscendo tutti questi dettagli, ti sembra credibile e cerca di convincerti a dargli i codici del conto.

Cosa fare se hai un iPhone (Apple)

1. Rendi privati i tuoi profili social: nelle impostazioni di Facebook, Instagram e simili scegli che i contenuti siano visibili solo agli amici. 2. Su iPhone vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento delle app e disattiva il tracciamento. 3. Sempre in Impostazioni > Privacy e sicurezza controlla, una per una, quali app possono accedere a foto, posizione e contatti e togli i permessi che non servono. 4. Regola d’oro: se qualcuno ti chiama dicendo di essere la tua banca, riattacca e richiama tu il numero ufficiale che trovi sulla tua carta o sul sito vero della banca.

Cosa fare se hai un Android

1. Rendi privati i tuoi profili social: nelle impostazioni di Facebook, Instagram e simili scegli che i contenuti siano visibili solo agli amici. 2. Vai su Impostazioni > Privacy > Gestione autorizzazioni e rivedi tutte le app che possono accedere a foto, posizione, microfono e contatti, togliendo i permessi inutili. 3. Vai su Impostazioni > Google > Annunci e attiva ‘Disattiva personalizzazione annunci’. 4. Regola d’oro: se ti chiama qualcuno che dice di essere la tua banca, riattacca e richiama tu il numero ufficiale che trovi sulla tua carta o sul sito vero della banca.

Cosa NON fare

– Non pubblicare sui social informazioni personali dettagliate come indirizzo di casa, numero di telefono o posto di lavoro. – Non accettare richieste di amicizia da sconosciuti. – Non condividere la tua posizione in tempo reale. – Non pubblicare foto che rivelano dove ti trovi abitualmente. – Non lasciare i profili social completamente pubblici. – Non dare per vero qualcuno solo perché conosce dei tuoi dati: anche un truffatore può averli trovati online.