Truffa via messaggio che finge di essere un ente pubblico
Attenti ai messaggi falsi da enti pubblici
È la truffa più diffusa di tutte, e funziona sempre allo stesso modo: un messaggio che sembra arrivare da qualcuno di cui ti fidi — la banca, le Poste, un corriere, un servizio in abbonamento — ti mette fretta e ti porta su un sito che è la copia di quello vero. Lì scrivi i tuoi dati, e li stai scrivendo a un truffatore.
I tre segni che li smascherano quasi tutti: ti mettono fretta («entro 24 ore», «altrimenti blocchiamo»); l’indirizzo del mittente o del link non è quello dell’ente vero, anche se il nome mostrato lo è; ti chiedono di inserire dati che chi ti scrive avrebbe già. Un quarto segno, più sottile: il messaggio non ti chiama per nome, o ti chiama con l’indirizzo email.
Cosa fare se hai già cliccato: non farti prendere dal panico e non aspettare. Cambia la password di quel servizio — e di ogni altro dove usavi la stessa — da un altro dispositivo, e se hai inserito dati della carta chiama subito la banca. Poi segnala il messaggio: ogni segnalazione aiuta a farlo bloccare per gli altri.
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Il testo che scrivi o incolli qui viene elaborato da un servizio di intelligenza artificiale esterno (Anthropic, Stati Uniti): prima togli nomi, numeri e codici.
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