Finti documenti di polizia: virus tramite siti governativi
✓ Scheda corretta l’11 ottobre 2026 dopo un nuovo confronto con la fonte. Come teniamo aggiornate le schede
Cosa sta succedendo
Immagina che qualcuno usi la vetrina di un ufficio pubblico vero per farti entrare in una stanza sbagliata: l’insegna è autentica, ma la destinazione no. Nella campagna segnalata dalla società di analisi ANY.RUN (chiamata PhantomEnigma) tutto comincia con un’email che sembra ufficiale: un finto atto della polizia civile o una finta procura digitale (in portoghese ‘Oficio Policia Civil’ o ‘Procuracao Digital’). Alcuni messaggi contengono un codice QR, altri un link che sembra una risorsa pubblica. In diversi casi le email partivano da caselle di posta vere, violate dai criminali, e superavano i controlli tecnici che smascherano i mittenti falsi (si chiamano SPF, DKIM e DMARC): per questo sembravano più credibili di un normale messaggio truffaldino. Chi clicca viene fatto passare attraverso uno degli oltre 20 siti di enti pubblici brasiliani violati (indirizzi .gov.br) oppure attraverso siti sosia a tema polizia, e arriva a un programma di installazione che infetta il computer con una backdoor, cioè un accesso nascosto: raccoglie i dati della macchina, resta attivo nel tempo e può scaricare altri programmi dannosi, per esempio quelli che rubano le credenziali. La fonte avverte soprattutto banche ed enti pubblici. La campagna riguarda il Brasile; una tecnica come questa può essere usata anche in Italia.
Esempio concreto
Immagina di ricevere un’email che sembra arrivare da un ufficio di polizia: parla di un atto ufficiale che ti riguarda e invita a scaricare il documento, con un link oppure un codice QR da inquadrare. L’indirizzo del mittente sembra regolare e il messaggio non viene segnalato come sospetto dal tuo programma di posta. Tocchi il link: il browser ti fa passare per un indirizzo che sembra quello di un ente pubblico e poi ti propone di scaricare un programma di installazione. Se lo avvii sul computer, al posto del documento ti ritrovi installato un accesso nascosto che raccoglie informazioni sulla macchina e può scaricare altri programmi dannosi. È solo un esempio, ma serve a mostrare come un’email dall’aspetto ufficiale e un indirizzo che sembra istituzionale non bastino a garantire che il file sia sicuro.
Cosa fare se hai un iPhone (Apple)
1. Se ricevi un’email con un finto atto, un verbale o una procura da scaricare, non toccare il link e non inquadrare il codice QR: chiudi il messaggio e cerca il numero o il sito ufficiale dell’ente per chiedere conferma. 2. Quando inquadri un codice QR con la Fotocamera dell’iPhone, l’indirizzo compare in anteprima prima di aprirsi: leggilo con calma e apri solo se riconosci il sito ufficiale dell’ente, perché esistono siti sosia costruiti per somigliare a quelli della polizia. 3. Ricorda che un mittente dall’aspetto regolare non è una garanzia: nella campagna descritta le email partivano da caselle di posta vere ma violate e superavano i controlli automatici che dovrebbero riconoscere i falsi. 4. Mantieni iPhone e Safari aggiornati andando in Impostazioni > Generali > Aggiornamento software, e se un link ti propone di scaricare un file o un programma di installazione, non procedere.
Cosa fare se hai un Android
1. Davanti a un’email che annuncia un documento ufficiale da scaricare, non toccare il link e non inquadrare il codice QR: verifica prima con l’ente, usando i contatti che trovi sul suo sito ufficiale. 2. Prima di aprire un link, tieni il dito premuto sopra per vedere l’indirizzo completo: deve essere esattamente quello istituzionale, senza varianti sospette come ‘polizia-documenti.net’. 3. I programmi descritti dall’avviso si installano sul computer Windows: se apri questi documenti dal PC, non avviare mai un file d’installazione scaricato da un link del genere. 4. Se hai già avviato sul computer un file scaricato in questo modo, non usarlo per la banca o la posta finché non l’ha controllato un tecnico di fiducia.
Cosa NON fare
- Non aprire i link e non inquadrare i codici QR contenuti in email che annunciano atti di polizia, verbali o procure digitali, anche se il messaggio sembra autentico
- Non fidarti del fatto che l’email arrivi da un indirizzo apparentemente vero: può trattarsi di una casella di posta violata, e in questa campagna i messaggi superavano i controlli automatici sui mittenti
- Non scaricare e non avviare programmi di installazione proposti da un link ricevuto via email, nemmeno se prima sei passato per un indirizzo che sembra di un ente pubblico
- Non ignorare gli aggiornamenti del sistema operativo del telefono e del computer: spesso contengono protezioni utili contro questo tipo di attacchi
- Non pensare che un indirizzo istituzionale sia sempre una garanzia: nella campagna segnalata oltre 20 siti di enti pubblici brasiliani erano stati violati e usati come tappa del percorso verso il programma dannoso
Domande frequenti su questa truffa
Le risposte alle domande che ci arrivano più spesso.
Come faccio a capire se un'email della polizia con un documento da scaricare è falsa?
Posso fidarmi di un link se l'indirizzo sembra quello di un sito governativo?
È pericoloso inquadrare un codice QR ricevuto via email?
Cosa succede se scarico il file che l'email mi propone?
Come proteggo il mio Android da queste truffe?
Riguarda solo il Brasile o può capitare anche in Italia?
Come scegliamo le fonti e come nasce ogni scheda: il nostro metodo.
🔗 Fonte: The Hacker News, testata specializzata — articolo originale →